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Wind ritira spot con torture dopo proteste famiglia Regeni

ROMA – Wind ritira spot con torture dopo proteste famiglia Regeni. La Wind corre ai ripari e ritira da tv, youtube e Facebook uno dei suoi ultimi spot con protagonista Giorgio Panariello. La pubblicità in questione, infatti, per quanto scherzosa negli intenti, era finita nel mirino di associazioni come Amnesty International, Antigone e della famiglia Regeni che l’avevano a più riprese definita offensiva.

Il perché è presto detto: nello spot in questione Panariello è legato e si rifiuta di dare informazioni sulle nuove promozioni della compagnia telefonica. Ad un certo punto una voce fuori campo ordina seccamente: “Torturatelo” e l’attore inizia immediatamente ad elencare le tariffe.

Quell’allusione alla tortura in un contesto chiaramente scherzoso ha però indisposto più di qualcuno in particolare i familiari di Giulio Regeni, lo studente italiano di 28 anni torturato e ucciso in Egitto in circostanze ancora tutte da chiarire. Durissima la presa di posizione di Antigone sul suo sito web:

“La tortura è un contro l’umanità uno dei più orrendi. Per questo crediamo che usare il tema con “leggerezza” non aiuti, anzi ostacoli l’impegno che da decenni mettiamo in campo per i diritti umani e contro la tortura stessa. In molti paesi la tortura viene praticata, compresa l’Italia dove da quasi un trentennio aspettiamo una legge che la punisca. In queste ore e questi giorni stiamo piangendo la scomparsa di Giulio Regeni, nostro connazionale, ucciso in Egitto dopo essere stato brutalmente torturato”.

Vista la situazione Wind (che ha un patron egiziano, il magnate Sawiris) ha deciso di ritirare immediatamente lo spot. Con la tortura, insomma, non si scherza e non si vendono prodotti. Wind l’ha capito: meglio tardi che mai.