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Dieselgate, con i nuovi controlli su i prezzi auto. Duello Parlamento Ue-governi nazionali

Dieselgate, con i nuovi controlli su i prezzi auto. Duello Parlamento Ue-governi nazionali

Dieselgate, con i nuovi controlli su i prezzi auto. Duello Parlamento Ue-governi nazionali

ROMA – Dieselgate, con i nuovi controlli su i prezzi auto. Duello Parlamento Ue-governi nazionali. Sapevano e non hanno agito: il Parlamento europeo punta il dito contro Stati membri e Commissione, rei di aver taciuto per oltre 10 anni sul reale livello di emissioni delle auto, in particolare diesel, arrecando così un grave danno alla salute pubblica ed ai consumatori.

Il j’accuse, figlio delle indagini della Commissione d’inchiesta sul Dieselgate, è arrivato oggi con l’approvazione da parte dell’eurocamera di una risoluzione con le raccomandazioni, non vincolanti, alle altre istituzioni comunitarie sulle iniziative da intraprendere per evitare nuovi scandali. Il punto politico sta proprio nella diversa interpretazione del problema da parte del Parlamento, su posizioni diciamo così più ambientaliste, e dei Governi nazionali, più indulgenti verso i costruttori per difendere livelli occupazionali e non aggravarne i costi di produzione (tanto è vero che la Germania non ha ancora “punito” Volkswagen che pure negli Usa ha ammesso le frodi).

I limiti d’inquinamento furono fissati nel 2007, ma finora sono stati rispettati solo negli irrealistici test di omologazione. Rispettarli più seriamente, anche se a 14 anni di distanza, sarà molto oneroso: si stima che i sistemi di catalizzazione selettiva Scr degli ossidi d’azoto (NOx, nocivi e al centro del Dieselgate) che si renderanno necessari potrebbero far arrivare il costo industriale del powertrain (sostanzialmente, la parte motore-cambio) al 40% di quello di un’intera vettura. (Maurizio Caprino, Il Sole 24 Ore)

Tra le proposte non figura la nascita di un’Agenzia indipendente per il controllo delle emissioni, una richiesta avanzata da Verdi e Socialisti e Democratici, ma bocciata dalla maggioranza dell’emiciclo. I controlli rimarranno quindi a carico degli Stati membri, gli stessi accusati di non aver fatto il loro dovere. “Evitata crescita assurda della burocrazia europea”, così spiega il no all’Agenzia Massimiliano Salini, Fi-PPE. Per potenziare il sistema, Strasburgo propone che venga rapidamente adottata una nuova normativa Ue sulle emissioni, per cui sempre oggi, con un altro voto separato, ha indicato le sue linee guida.

I futuri test, dicono gli eurodeputati, dovrebbero coprire un ampio ventaglio di condizioni di marcia, in modo da rilevare dispositivi di manipolazione illegali. Inoltre, dovrebbero essere intensificati i controlli sulle auto già circolanti con l’obbligo, per le autorità nazionali, di verificare regolarmente su strada almeno il 20% dei modelli nuovi. Gli eurodeputati vogliono anche che la Commissione Ue abbia un maggior potere di supervisione, effettuando lei stessa test ed ispezioni, in particolare in casi di inadempienza degli Stati. Sul piatto anche multe fino a 30.000 euro a veicolo per le case ree di falsificare i test e la proposta di studiare una class action europea.

Le sanzioni dovrebbero essere utilizzate per finanziare la sorveglianza del mercato, a beneficio dei consumatori colpiti o per la tutela dell’ambiente. “Il voto di oggi dimostra che il Parlamento Ue ha imparato la lezione dallo scandalo delle emissioni bugiarde ed è dalla parte del consumatore”, il commento di Marco Pierani responsabile Public Affairs e Media Relations per Altroconsumo, Test-Achats, Ocu e DecoProteste. Prossima tappa, ricorda Pierani, l’appuntamento di domani al Tribunale di Venezia per la class action contro Volkswagen.

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