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Ferrari, Marchionne: “La stagione non è persa. Siamo pari alla Mercedes”

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Sergio Marchionne (foto Ansa)

ROMA – Dopo il flop in Giappone in casa Ferrari sta per prendere il sopravvento la rassegnazione. Un’ipotesi che, con quattro Gran Premi ancora di disputare, Sergio Marchionne vuole scongiurare. Il presidente ha fatto appello all’orgoglio per tirare su il morale delle truppe rosse, stordite dal ritiro di Sebastian Vettel che di fatto ha spianato la corsa di Lewis Hamilton verso il titolo 2017.

La stagione in Formula 1 “non è persa, c’è ancora tempo per rifarsi. La macchina ha fatto passi avanti enormi” ha spronato Marchionne in un’intervista a Class-Cnbc. E, commentando il cedimento di una candela sulla vettura di Vettel, un pezzo del valore di 59 euro, l’ha bollato come una “sciocchezza tecnica”, un inconveniente “che può succedere, specialmente in gara”.

Se a caldo Vettel si era lasciato sfuggire parole che potevano suonare come una resa (“non serve un genio in matematica per capire che è dura”), oggi l’ad ha sottolineato: “Non parlo di sfortuna perché non ci credo, l’importante è non perdere la fiducia che ci ha portato fin qui. Senza voler fare l’arrogante, credo che oggi la Ferrari sia allo stesso livello, se non superiore, alla Mercedes”.

Ed in effetti dopo l’estate l’affidabilità è stata il tallone d’Achille della SF70H, che altrimenti in precedenza aveva mostrato di avere nel ‘pacchetto’ telaio-sospensioni-gomme i numeri per battere le Mercedes. Come in Ungheria. Vincendo all’Hungaroring Vettel aveva accantonato un tesoretto di +14 su Lewis Hamilton. Dal Giappone, però, il ferrarista è tornato staccato di 59. Un solco profondo 73 punti che l’inglese e la Mercedes hanno scavato vincendo quattro degli ultimi cinque gran premi, mentre il tedesco collezionava un secondo, un terzo, un quarto posto e – quel che è più grave – due ritiri, a Singapore e Suzuka.

E se a Marina Bay la sfortuna aveva preso le sembianze di Max Verstappen, che al via aveva coinvolto in una carambola entrambe le Ferrari, domenica è stato un banale guasto a frustrare le ambizioni di Vettel. Che già a Sepang era stato tradito dal turbo durante le qualifiche. Una defaillance che lo aveva costretto a partire ultimo, per poi risalire fino ai piedi del podio.

Nella stessa gara Kimi Raikkonen aveva dilapidato il secondo posto in griglia, ancora per un problema meccanico. Una crisi di affidabilità che ca compromesso la corsa della Ferrari nel momento cruciale della stagione e che rischiano di lasciare in eredità tanti rimpianti.

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