motori

Su Facebook posta foto mentre guida a 247 km/h. Assolto dal giudice di pace

Su Facebook posta foto mentre guida a 247 km/h. Assolto dal giudice di pace

Su Facebook posta foto mentre guida a 247 km/h. Assolto dal giudice di pace

ROMA – Su Facebook posta foto mentre guida a 247 km/h. Assolto dal giudice di pace. Un post su Facebook non può essere assunta come fonte di prova. Per questo un giudice di pace ha accolto il ricorso di un automobilista che aveva postato una sua foto mentre guida a 247 km orari. Ora lui chiederà anche il ristoro delle spese legali e della multa di 800 euro e il ripristino dei sei punti tagliati.Ma la storia è più complicata…

Quando ha ricevuto la chiamata della Polizia stradale di Rimini, un giovane agente di commercio anconetano residente a Forlì ha capito subito: la bravata di aver postato su Facebook una foto che immortalava il tachimetro della sua Porsche fisso sui 247 km/h gli avrebbe procurato guai seri. Poche ore dopo infatti è stato invitato a presentarsi in Questura.

Con gli agenti il giovane ha fatto vedere loro un altro post, questa volta con una foto che inquadrava un tachimetro recante la pazzesca velocità di 900 km/h: sperava così di convincere la Polizia che la sua era una semplice spacconata realizzata con un semplice ritocco photoshop. Gli agenti non gli hanno creduto e hanno iniziato a setacciare le registrazioni degli autovelox. Fino a trovare uno sforamento segnalato da un telepass a 150 km all’ora, meritevoli di multa. Ma anche il telepass…

San raffaele

Quel tratto l’anconetano l’avrebbe percorso sotto i 130, in pratica non avevo nemmeno sforato il limite: «Dalla mia targa hanno tirato giù tutti gli accessi del telepass nella stessa giornata e non contenti, dico io, mi hanno multato comunque ma altrove, ben prima, nel tratto Loreto-Porto Recanati e Ancona sud, dove avevo raggiunto i 150 chilometri orari – continua -. Ho presentato ricorso al giudice di pace perché il telepass, lo strumento utilizzato per comminare poi le due multe, non sarebbe omologato per farlo». (Silvia Santini, Il Resto del Carlino)

To Top