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Nicky Hayden, ancora da chiarire l’esatta dinamica dell’incidente: la Procura chiede altro tempo

Nicky Hayden, ancora da chiarire l'esatta dinamica dell’incidente: la Procura chiede altro tempo

Nicky Hayden, ancora da chiarire l’esatta dinamica dell’incidente: la Procura chiede altro tempo

ROMA – Sono passati due mesi dalla morte di Nicky Hayden. Una dinamica, quella dello schianto costato la vita al campione del mondo della MotoGP 2006, ancora tutta da chiarire e che vede allungarsi i tempi per stabilire con esattezza cosa è successo.

Orlando Omicini, il perito nominato dalla Procura di Rimini, avrebbe dovuto presentare lo scorso 18 luglio la sua ricostruzione dell’incidente stradale costato la vita a Nicky Hayden, ma le carte non sono ancora state presentate. Era il 18 maggio scorso quando l’ex campione del mondo si stava allenando in sella alla sua bici: all’improvviso una Peugeot 206 condotta da un 30enne operaio di Morciano ha incrociato la sua strada, sbalzando dal mezzo e scaraventandolo sul parabrezza dell’auto. Un impatto fortissimo quello dell’americano che non si è mai risvegliato dal coma e che aveva portato alla formazione di un’edema che ha impedito ai medici di intervenire. Sebbene sembra ormai chiaro che Hayden non ha rispettato il segnale di stop, si indaga ancora sulla velocità dell’automobile; il sospetto è che viaggiasse a più di 50 km/h, il limite consentito in quel tratto di strada.

La Procura non ha ancora stabilito una nuova data per presentare la perizia, ma in casi come questi solitamente i consulenti tecnici hanno facoltà di chiedere proroghe per ulteriori 60 giorni. Dopo la presentazione della memoria del consulente della Procura entreranno in scena i periti di parte nominati dalla difesa di Nicky Hayden e dalla difesa dell’automobilista e dell’assicurazione.

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