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Anita Pallenberg è morta, ex di Keith Richards e musa dei Rolling Stones

Anita Pallenberg è morta, ex di Keith Richards e musa dei Rolling Stones

Anita Pallenberg è morta, ex di Keith Richards e musa dei Rolling Stones

LONDRA – Anita Pallenberg è scomparsa a 73 anni e la sua vita di dissolutezza e droga è una storia che contiene un monito per chiunque voglia tentare di abbellire gli anni ’60, scrive il Daily Mail.
La sua prima apparizione sul palcoscenico fu a Monaco di Baviera, in un concerto dei Rolling Stones e, apparentemente era solo una delle tante groupies in minigonna attratte dal fascino grezzo, ma carico di sensualità, delle nuove star del rock and roll.
Con le sue lunghe gambe, l’incantevole biondina Anita Pallenberg,trovò il modo di superare gli addetti alla sicurezza ed entrare nel camerino dove trovò Brian Jones, fondatore e leader degli Stones, sconvolto e vicino alle lacrime dopo una litigata con Mick Jagger e Keith Richards.
La Pallenberg aveva della cannabis e una fiala di nitrato di amile, o “poppers”. Era il 1965 e Jones, che era già entrato nel tunnel della droga, non perdeva tempo in chiacchiere.
“Non so chi sei”, le disse, “ma ho bisogno di te. Vuoi passare la notte con me?”.
La cover girl, in seguitò ricordò:”Fu uno strano modo di iniziare una relazione. Quella prima notte trascorsa insieme, pianse tutto il tempo. Stavamo a letto e l’ho tenuto tra le braccia, non smetteva di piangere, come se avesse trattenuto tutto il dolore e in quel momento potesse finalmente liberarlo”.
Quando la band andò a Berlino la Pallenberg li seguì. Aveva 21 anni e fu l’inizio di un rapporto instabile e talvolta profondamente distruttivo con quella che doveva diventare la più grande band rock and roll del mondo.
La modella, di padre italiano e madre tedesca, sembrava poco impressionata dagli Stones che considerava “scolaretti”.
Al contrario, i ragazzi erano colpiti dalla Pallenberg, come ha detto Keith Richards:“Sapeva tutto e poteva dirlo in cinque lingue. Mi spaventava e avevo ragione: nel corso dei successivi dieci anni e mezzo è diventata la musa di almeno due dei Rolling Stones e gettato scompiglio nella loro vita”.
Dopo aver lasciato Brian Jones, che spesso con lei era violento, ha iniziato una lunga relazione con Richards, col quale ha avuto tre figli, e anche se lo ha sempre negato, pare abbia avuto un’avventura anche con Jagger.
Negli anni della storia con Jones, diventò attrice e recitò in “Barbarella” di Vadim con Jane Fonda, “Candy” a fianco di Marlon Brando e “Performance” accanto a Jagger e fu proprio in quel periodo che iniziò a fare uso di eroina.
Ruppe definitivamente con gli Stones e l’ex assistente della band, Tony Sanchez, la descrisse come la donna “che ha distrutto i Rolling Stones”.
La Pallenberg si calò nell’edonistico stile di vita degli anni ’60 tanto allettante quanto inquietante. Spesso veniva trovata seduta in terrazza in bikini leopardato, imprigrita dal caldo e dall’eroina ed è probabile che anche Richards fosse strafatto.
Con Richards ebbe tre figli: Marlon, Dandelion che ora si fa chiamare Angela e Tara, nata nel 1976 che morì ad appena due mesi e mezzo nella sua culla.
Dopo la morte della piccola, la madre di Keith, Doris, disse che Anita non era in grado di crescere i figli: Angela iniziò a vivere con la nonna mentre Marlon rimase con i genitori.
Ma la Pallenberg, è rimasta un cuore inquieto anche negli anni ’70. Una ragazza che ha simboleggiato lo stile, la creatività e la decadenza di quell’epoca e, come ricorda un vecchio amico:”una luminosa bellezza negli anni Sessanta e una drogata strafatta negli anni Settanta”.
Gli amici di Richards, dopo che la coppia fu arrestata e data la dipendenza di Keith dall’eroina, capirono che se voleva sopravvivere, doveva separarsi da Anita. Li sistemarono in un appartamento a New York, con le istruzioni affinché Marlon andasse a scuola, ma fu un disastro.
Nel 1979, Scott Cantrell, di 17 anni, con cui la Pallenberg aveva avuto una relazione, si sparò in testa nella camera da letto dove dormivano lei e Richards, mentre l’attrice era girata di spalle. Sembra che il ragazzo stesse giocando con una delle pistole del chitarrista e a telefonare al servizio d’emergenza fu Marlon, che aveva dieci anni.

La Pallenberg fu portata via da un detective, la sua camicia era ancora bagnata del sangue dell’adolescente. Giravano voci che stessero giocando alla roulette russa, ispirati dal film  “Il cacciatore” con Robert De Niro e che fosse coinvolta nella magia nera.
Anita non fu accusata per la morte del ragazzo ma lei e Richards si separarono. 
In un raro momento ammise che a causa della dipendenza dalle droghe, non pensava avrebbe visto l’anno 2000. “Ero sicura sarei morta per l’eroina” e in altra occasione, aggiunto che non credeva di arrivare al 40° compleanno.
La dipendenza la fece andare fuori di testa per tre volte e in una rimase chiusa un mese al Grosvenor House Hotel di Londra, senza mai uscire dalla camera.
Isolamento, solitudine, la spinsero a cercare aiuto e nel 1987 la sorella la portò in un centro di disintossicazione.
Finalmente pulita, tornò a scuola, prese un diploma di moda e il suo lavoro conclusivo presentato ai professori fu definito “un trionfo dello stile d’abuso di sostanze” e per un po’ di tempo lavorò con la designer di moda Pam Hogg.
Ma da folle groupie a modella e attrice, con gli anni la Pallenberg si trasformò in una tranquilla signora. Era difficile vedre la bellezza che affascinò prima Jones e poi Richards: camminava zoppicando, aveva subìto diverse operazioni all’anca, e il bel viso era segnato dai folli e duri anni che aveva vissuto.
Andava spesso a Redlands, la vecchia casa coniugale in cui Richards le aveva concesso di soggiornare, comprese le altre abitazioni del chitarrista.
Richards, in questi ultimi anni ha detto che avrebbe sempre amato la Pallenberg e in un’intervista ammesso che erano entrambi “nonni orgogliosi”.
“La donna più straordinaria”, ha detto commentando la sua scomparsa, “Rimarrà sempre nel mio cuore”.
E la Pallenberg, che aveva amato non uno ma due dei Rolling Stone, una volta disse di Richards:”E’ sempre stato il massimo”.

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