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Bob Dylan a sorpresa vince Nobel Letteratura 2016: “Musica poesia”

ROMA – Bob Dylan, sì, proprio lui. Il cantore dell’America sognatrice degli anni Sessanta, l’autore della colonna sonora di una generazione che si sentiva libera e obbligata a liberare il mondo, l’autore di testi che erano, sono state canzoni e anche altro e di più. Sì, proprio lui, Bod Dylan, ha vinto a sorpresa il Nobel 2016 per la Letteratura.

Nella motivazione si legge: “Ha creato una nuova poetica espressiva“. Dunque poesia, letteratura. Nella musica di Bob Dylan si ascolta infatti il comporsi e formarsi di note e stesti in una narrazione che è racconto, romanzo, pagina…Ne è stato improvvisamente consapevole, scavando nella sua memoria ed esperienza, il pubblico in sala a Stoccolma: al momento della proclamazione del vincitore, al nome di Bob Dylan, un boato di approvazione.

Giusto cinquant’anni fa, era il 1966, Bob Dylan pubblicava “Blonde on Blonde“, il primo doppio album della storia, universalmente riconosciuto come uno dei capolavori assoluti della musica popolare. Era il suo settimo album, Dylan aveva solo 25 anni ed era all’apice della sua carriera. L’influenza che quest’opera ha avuto è incalcolabile, sia dal punto di vista della qualità letteraria dei testi che di quella strumentale: ha fissato il canone della musica d’autore, diventando una sorta di ossessione per generazioni di “dylaniati”, ma anche perché ha rappresentato un passaggio fondamentale nell’evoluzione del rock, allargando i confini della contaminazione con il folk, in stile Byrds, fino ad arrivare nei territori della psichedelia.

“Blonde on Blonde” contribuisce di fatto a cambiare l’idea stessa di album, che non è più una raccolta di singoli ma un’opera a sé, pensata e costruita per uno sviluppo in più capitoli che sfrutta la maggiore durata di un lp, inaugurando l’era dei “concept album”. Tutto ciò non impedisce di notare che questo disco miracoloso contiene alcune delle canzoni più belle e famose del canzoniere dylaniano e della storia del rock: “Visions of Joanna”, “I Want You”, “Just Like a Woman”, “Rainy Day Women #12 & 35″, “Absolutely Sweet Mary”, “Sad Eyed Lady Of The Lowlands“.

Insomma il Nobel al genio del menestrello d’America è più che meritato. Ma desta comunque un certo stupore l’idea di vedere esteso il prestigioso riconoscimento letterario a un genere come la musica pop. Del resto Dylan di premi ha già fatto incetta: tra i tantissimi riconoscimenti che gli sono stati accreditati vanno menzionati anche il Grammy Award alla carriera nel 1991, il Polar Music Prize (ritenuto l’equivalente del premio Nobel in campo musicale nel 2000), il Premio Oscar nel 2001 (per la canzone Things Have Changed, colonna sonora del film Wonder Boys), il Premio Pulitzer nel 2008, la National Medal of Arts nel 2009 e la Presidential Medal of Freedom nel 2012.