Blitz quotidiano
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Bruce Springsteen, tutto esaurito in un minuto. E bagarini..

MILANO – Bruce Springsteen, tutto esaurito in un minuto. E bagarini… Polverizzati in un minuto. Sold out telematico lampo. Sono andati via prima quelli per il prato, poi tutti gli altri. Bruce Springsteen, insomma, è sempre il boss. E per la data del 3 luglio a Milano come è prevedibile c’è il tutto esaurito. Così come sono prevedibili le polemiche che sono seguite alla messa in vendita sulla piattaforme telematica Ticket One. Chi ha ottenuto il biglietto ha esultato, chi non ci è riuscito ha recriminato. Fin qua tutto normale. Il problema è un altro e si chiama bagarini.

Perché decine di quei biglietti venduti su TicketOne, infatti, nel giro di qualche ora sono comparsi su altre piattaforme. A prezzi decuplicati. Curioso: uno si prepara ad un acquisto per settimane è tra i più veloci a cliccare e subito dopo si “accorge” di non “poter andare” a Milano il 3 luglio. Ovvio che non sia così. E che ci sono persone che puntano a far diventare la data di Springsteen un affare.

Stavolta, però, c’è chi è pronto ad andare fino in fondo contro i bagarini. Come spiega Massimo Pisa su Repubblica c’è chi vuole andare in Procura:

Quegli stessi tagliandi che tanti appassionati hanno visto svanire sullo schermo sono comparsi poco dopo su ViaGogo e su Ebay, su Ticketbis e su Mainticket: un prato per il 3 luglio, a sera valeva fino a oltre 670 euro. Claudio Trotta, patron di Barley Arts, va oltre la diffida ufficiale dell’altro ieri: “Farò quello che ho detto, sto raccogliendo tutti i dati possibili, stampando le pagine di queste vendite, perché l’esposto alla Procura va fatto al meglio. Non ho nessuna fretta, va fatto bene. C’è un giro, credo, alimentato da insospettabili in tutto il mondo, che comprano e rivendono su queste piattaforme come in Borsa.

A chi mi dice che questo primo giorno di vendita è stato una buffonata, che è tutto come prima, dico che i biglietti sui siti di second ticketing sono poco più di un migliaio, quindi un fenomeno circoscritto. E non ho mai pensato che con una diffida avrei cambiato il mondo: ho iniziato una guerra lunga. Da solo. Mi auguro che i miei colleghi e gli artisti italiani più importanti escano dal loro eremo e parlino. In fondo è una questione che riguarda anche loro e il loro pubblico”.

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