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Conrad Murray al medico di Prince: Trovati un buon avvocato

MINNEAPOLIS – Conrad Murray, il medico che ha trascorso due anni in carcere dopo la morte per overdose di Michael Jackson consiglia al medico curante di Prince di prepararsi a una dura battaglia legale. Una giuria condannò Murray due anni dopo la morte di Michael Jackson. Nel 2009 infatti il medico gli prescrisse del propofol, un anestetico che causò il decesso del cantante.

Le cause ufficiali della morte di Prince invece non sono ancora note, ma diverse foto che lo ritraggono all’uscita da una farmacia 15 ore prima della sua morte, ad aprile scorso, suggeriscono una possibile overdose. Il medico di Prince non è ancora stato arrestato e non ci sono accuse a suo carico, ma Murray in un’intervista rilasciata a Inside Edition lo mette in guardia: “Trovati un buon avvocato perché c’è la giustizia comune e la giustizia delle celebrità”.

A seguito della morte di Jackson, Murray venne condannato a quattro anni, ma rilasciato dopo due anni per buona condotta. La sua licenza di medico è stata revocata in Texas e sospesa in California e Nevada. “Ho perso tutto – racconta – Tutto quello che avevo messo da parte mi è stato tolto ed è il risultato di un verdetto ingiusto. Sono e resto un uomo innocente”.

Le autorità non hanno ancora rilasciato i risultati dell’autopsia di Prince, che è stata eseguita il 22 Aprile scorso e hanno annunciato che saranno necessarie molte settimane ma non hanno fornito una data precisa. Intanto Conrad Murray, medico di Michael Jackson, si proclama innocente.

“Sulla boccetta del medicinale le istruzioni sono chiare. Se Prince, quale persona adulta, ha deciso di prendere 15 pasticche ogni sei ore, invece di due, chi è il responsabile, Prince o il medico?” si domanda Murray pleonastico. Il medico ha poi rivelato che a Jackson non piaceva Prince, lo considerava una brutta copia:”Sentivo che tra loro c’era un’invisibile competizione”.

Le foto di Prince che entra nella farmacia diverse ore prima della sua morte, hanno destato sospetto su una possibile overdose e diverse fonti hanno raccontato che sei giorni prima del decesso, il jet privato della star ha dovuto effettuare un atterraggio di emergenza in Illinois affinché gli venisse praticato un “safe-s”, un’iniezione generalmente usata per le overdose da oppiacei.

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