Blitz quotidiano
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David Bowie, farmaco sperimentale per allungargli la vita

LONDRA – David Bowie aveva deciso di sottoporsi ad un trattamento sperimentale contro il cancro, ma non ha fatto in tempo. L’icona della musica stava combattendo il cancro al fegato in segreto da 18 mesi, e secondo il suo caro amico e produttore Robert Fox, era positivo che la sua vita avrebbe potuto essere prolungata con il nuovo farmaco. “Si sentiva poco bene, ma lui non stava facendo un polverone su se stesso”, ha detto Fox al Times. “Stava per iniziare un nuovo trattamento che era piuttosto sperimentale ma che aveva avuto un certo successo su altre persone”.

Fox prosegue: “David si sentiva ottimista sul fatto che il farmaco avrebbe potuto allungargli la vita, lui ci credeva davvero”. Purtroppo David Bowie non ha mai avuto la possibilità di provare gli effetti del trattamento, e morì due giorni dopo il suo 69° compleanno con la moglie Iman, figlio di Duncan Jones e la figlia Lexi al suo fianco.

Intanto ci si chiede, David Bowie è stato aiutato a morire? Questa la domanda che continua a circolare nel web dopo le parole di Ivo Van Hove, regista del video di Lazarus, ultimo singolo della leggenda del rock uscito l’8 gennaio, proprio nel giorno del suo compleanno. L’ipotesi è che l’11 gennaio Bowie si sia spento per una morte assistita, scegliendo dunque di porre fine alla sua lotta contro il cancro con l’eutanasia. Andrea Visconti è l’inviato da New York che per Repubblica scrive come l’ipotesi di una morte assistita si faccia sempre più insistente, mentre rimane incerto anche il luogo della morte di Bowie:

“Quella di David Bowie potrebbe essere stata una morte “assistita”, quanto meno pianificata, l’ultimo gesto di uno straordinario coreografo che ha scelto per sé la scenografia definitiva. L’uscita dell’ultimo disco, Blackstar, che ha tutta l’aria di un addio in grande stile, il giorno del 69esimo compleanno, solo tre giorni prima dell’annuncio della morte. Confermata dal figlio, prima che la famiglia si chiudesse in un riserbo assoluto. Nulla, finché scriviamo, si sa del funerale. Incerto anche il luogo del decesso, si parla di New York ma senza conferme. Ma a insinuare i dubbi sono soprattutto le parole di Ivo Van Hove, il regista di Lazarus, il musical scritto da Bowie in scena al New York Theatre: in un’intervista non esclude che l’artista sia stato aiutato per l’ultimo passo”.