Blitz quotidiano
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David Bowie, petizione italiana contro la morte del “Duca”

ROMA – Gli utenti italiani di change.org stanno cercando di mettersi in contatto con l’aldilà…Contenuto del messaggio: “Dire no alla morte di David Bowie. Riportalo sulla Terra”. In poco tempo la petizione, creata da Andrea Natella, ha raggiunto tantissime persone – al momento sono circa mille i firmatari – raggiungendo anche gli altri social network.

Andrea Natella – la sua canzone preferita del Duca è “Life on Mars” – ha spiegato all’Independent i motivi che l’hanno portata a lanciare la petizione: “Un modo per riflettere sulla morte di David Bowie, che, come altre celebrità, se n’è andato nemmeno fosse un personaggio di fantasia. Suppongo sia anche un modo per mettere in evidenza l’inefficacia di molte petizioni che nascono sul web”.

Intanto l’interrogavivo: David Bowie è stato aiutato a morire? Questa la domanda che continua a circolare nel web dopo le parole di Ivo Van Hove, regista del video di Lazarus, ultimo singolo della leggenda del rock uscito l’8 gennaio, proprio nel giorno del suo compleanno. L’ipotesi è che il 10 gennaio Bowie si sia spento per una morte assistita, scegliendo dunque di porre fine alla sua lotta contro il cancro con l’eutanasia.

Andrea Visconti è l’inviato da New York che per Repubblica scrive come l’ipotesi di una morte assistita si faccia sempre più insistente, mentre rimane incerto anche il luogo della morte di Bowie:

“Quella di David Bowie potrebbe essere stata una morte “assistita”, quanto meno pianificata, l’ultimo gesto di uno straordinario coreografo che ha scelto per sé la scenografia definitiva. L’uscita dell’ultimo disco, Blackstar, che ha tutta l’aria di un addio in grande stile, il giorno del 69esimo compleanno, solo tre giorni prima dell’annuncio della morte. Confermata dal figlio, prima che la famiglia si chiudesse in un riserbo assoluto. Nulla, finché scriviamo, si sa del funerale. Incerto anche il luogo del decesso, si parla di New York ma senza conferme. Ma a insinuare i dubbi sono soprattutto le parole di Ivo Van Hove, il regista di Lazarus, il musical scritto da Bowie in scena al New York Theatre: in un’intervista non esclude che l’artista sia stato aiutato per l’ultimo passo”.