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Ed Sheeran in concerto, caos biglietti: sold out anche la seconda data

Ed Sheeran in concerto, caos biglietti: sold out anche la seconda data

ROMA – Ed Sheeran, sold out in pochi minuti anche la seconda data del concerto in Italia, annunciata dopo le polemiche per i biglietti esauriti subito per la prima data, e prevista per il 16 marzo.

Dopo gli scandali e le polemiche per i Coldplay e gli U2, la storia tristemente si ripete, con i biglietti per il concerto torinese della giovane star inglese subito sold out sul sito di TicketOne.

E di nuovo sul web scoppia la rivolta, con migliaia di fan disperati e infuriati, insulti, minacce, amara ironia. Tanto più dopo che anche la seconda data si esaurisce egualmente in un lampo. Mentre su altri siti, denunciano in molti, i biglietti per il concerto della giovane star inglese si trovano ancora, a prezzi naturalmente molto più alti, anche decuplicati.

Il direttore generale Siae, Gaetano Blandini si prepara ad una nuova denuncia. “Stiamo verificando, ma la Siae non molla, continuerà a perseguire il fenomeno”. Perché intorno alla vendita secondaria dei biglietti, ricorda ai deputati il direttore Siae, ci sono interessi enormi, un mercato “che nel mondo vale 8 miliardi di dollari, più o meno come quello della cocaina”, normale quindi che in tanti siano interessati.

Da qui l’urgenza di mettere a punto il decreto attuativo della norma contro il bagarinaggio online che il ministro della cultura Franceschini è riuscito ad inserire come un emendamento nella Legge di Stabilità 2016. “Una norma con cui l’Italia si pone all’avanguardia”, sottolinea Blandini.

Non è detto però che sia facile trovare un accordo. In audizione alla Commissione Cultura, tanto per fare un esempio, c’è anche un rappresentante di StubHub (ebay), che la vede in modo completamente opposto rispetto al manager Siae: “La nuova normativa sulla rivendita dei biglietti in Italia – sostiene Alasdair McGowan – spingerà verso il mercato nero e porterà ad aumento dei prezzi, maggiori frodi e minore protezione per i consumatori”.

L’idea di StubHub, spiega, è che non si debba toccare il mercato secondario, puntando invece a risolvere i problemi del mercato primario, a partire dalla poca chiarezza “sulle modalità attraverso le quali molti biglietti sono messi in vendita”.

Il manager punta il dito sui famigerati Bot, ovvero i sistemi automatizzati per l’acquisto in grande quantità dei biglietti, e sottolinea la necessità di “una legislazione anti-bot”. Tant’è, la discussione è aperta, anche sulle possibili forme di controllo e trasparenza (biglietti nominativi come si è scelto per Vasco? o addirittura ingresso con carta di credito alla mano come si sta sperimentando in questi giorni in Gran Bretagna?).

E la palla passa ai parlamentari, impegnati nella difficile conquista di una quadra che tuteli gli interessi di tutti. Interviene anche l‘Unione Consumatori, che chiede all’Antitrust di pronunciarsi.

Sui social, intanto, i fan di Ed Sheeran impazzano. C’è chi esagera nella disperazione (“vendo rene per due biglietti di Ed Sheeran #dividetour”) e chi la butta a ridere (“Se avessi 5 euro per ogni volta che ho ricaricato la pagina dei biglietti per Ed Sheeran, avrei già comprato il Palaolimpico”).

I controlli sono in corso, assicurano: “In continuità con l’operazione trasparenza già iniziata in occasione delle due date degli U2, nella giornata di domani Live Nation provvederà a diffondere i dati certificati da PwC (PricewaterhouseCoopers, società di consulenza e auditing ndr) in totale trasparenza”. Nel frattempo l’ironia amara dei fan, si è trasformata in tormentone: “Nemmeno Ed Sheeran è riuscito a comprare i biglietti per il suo concerto #dividetour”.

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