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Ellie Goulding: “Per una canzone volevano uscire a cena”

ROMA – Ellie Goulding canta e scrive i suoi pezzi da sei anni, ha venduto venti milioni di album e ha raggiunto un successo planetario con la colonna sonora del film “Cinquanta sfumature di grigio”, tratto dal romanzo erotico. E adesso, all’apice del successo, racconta quanto costa ad una giovane (e bella) donna arrivare in cima: “Per aver inciso una canzone, pretendevano di uscire a cena”, racconta. E oltre la cena si può immaginare che cosa volessero…

Paola De Carolis del Corriere della Sera l’ha intervistata. Ecco che cosa Ellie le ha raccontato, partendo dalla genesi del suo ultimo album, ‘Delirium’, che porterà in concerto al Forum di Milano il primo febbraio.

“Mi sono detta, basta canzoni tristi e introspettive. “Delirium” è diverso anche perché l’ho scritto a Los Angeles, una città solare e molto positiva. L’album precedente era ancorato alla nostalgia, era stato scritto a Hereford, dove sono cresciuta. Quello prima in una camera da letto a Bromley. Erano le canzoni della mia infanzia, del mio bagaglio personale. “Delirium” mi ha invece dato la possibilità di brillare e di raggiungere un traguardo che desideravo da sempre: incidere finalmente un grande album pop”.

Ellie Goulding non è solo cantante, ma scrive anche i testi delle proprie canzoni:

“Il risultato è che mi racconto molto, forse a volte troppo. In “Delirium” c’è una frase, “tutto quello che dici lo analizzo”. Sono io. È così che scrivo. “The Greatest” ad esempio è una canzone su un boyfriend che come me ha avuto un’infanzia difficile. Sono una persona che ha emozioni forti. Nell’album ci sono momenti di grande felicità e di grande onestà. Un delirio. Ecco la ragione del titolo”.

Lei, che va a correre tutti i giorni e fa boxe, non teme le tournée, anzi:

“Anche se indubbiamente faticosa, rappresenta il momento in cui riscoprire la routine, che è essenziale per rimanere forte e sana. Ti alzi, fai ginnastica, nel pomeriggio provi il suono, il concerto, la sera due chiacchiere con gli amici. È un’ altra vita”.

Il successo, dice, non è quello che cerca. Sostiene sia essenziale avere attorno “persone vere, come mio fratello e mia sorella. Il segreto per tenersi sana, dentro e fuori, è il fitness:

“Mi fa sentire meglio. Mi permette di fare di più. Fa bene al corpo e alla mente. Se c’è un messaggio che voglio dare alle mie fan è questo. Fate sport. Essere supermagre non è divertente, molto meglio essere in forma”.

Una forma che gli altri hanno notato, soprattutto nel suo ambiente lavorativo:

“Se oggi nessuno osa infastidirmi non dimenticherò che all’inizio della carriera c’erano solo uomini. Uomini che mi promettevano un contratto che poi non arrivava, uomini che incidevano una canzone con me e in cambio pretendevano di uscire a cena. Trattiamoci meglio. Siamo tutti esseri umani. Cerchiamo di avere più compassione, più gentilezza”.

Ellie, nella sua vita normale, fa anche volontariato, lavorando per i senzatetto:

“È un vero problema, basta una scelta sbagliata, perdi la via, ti ritrovi a brancolare nel buio. Ho scoperto la charity Streets of London ed è una collaborazione che mi dà grande soddisfazione”.

(Foto Lapresse)

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  • Ellie Goulding, Patron of the Church Army's Marylebone Project, volunteering at their centre in London, which aims to help homeless and vulnerable women. PRESS ASSOCIATION Po. Picture date: Thursday December 24, 2015. See PA story SOCIAL Goulding. Po credit should read: Jonathan Brady/PA Wire
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