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Fedez contro Dario Franceschini: “Con la moglie Michela Di Biase in conflitto di interessi”. Il ministro: “Calunnia”

Fedez contro Dario Franceschini: "Con la moglie Michela Di Biase in conflitto di interessi"

Fedez contro Dario Franceschini: “Con la moglie Michela Di Biase in conflitto di interessi”

ROMA – Fedez contro il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini: “Andate a vedere che lavoro fa sua moglie” (Michela Di Biase, capogruppo Pd in Campidoglio), ha accusato il rapper e produttore discografico, secondo cui Franceschini “è palesemente colluso, colluso forse è troppo, è in conflitto d’interessi con i temi che deve affrontare tra Soundreef e Siae perché sua moglie gestisce gli immobili di Siae”. Franceschini ha replicato parlando apertamente di “calunnia”.

Durante la conferenza “Compose the future” alla Luiss Enlabs di Roma, il musicista non risparmia accuse nei confronti del ministro: “Non è che lo dico io – spiega al moderatore – è un fatto oggettivo, perché se tua moglie gestisce gli immobili e il patrimonio di Siae, è lecito parlare di conflitto di interesse e se l’Europa ti dà una direttiva e tu non la rispetti, ci sono delle domande da porsi ed è legittimo porsele”.

Subito la replica dell’onorevole Francesco Boccia (Pd), presente alla conferenza: “Io l’ho visto all’opera su Secondary ticketing e penso che sia stato, in questo quadriennio, un eccellente ministro dei Beni Culturali”, dice a proposito dell’operato di Franceschini.

Ma il rapper insiste e ribadisce che “per quanto possa essere complesso il discorso e per quanto si possano fare tanti voli pindarici, parliamo di un monopolio che esiste dai tempi di Verdi, da 130 anni, e che ad oggi non cambia”. “Uno può discutere su tante cose – ha proseguito Fedez – ma quello che rimane è che l’Europa ha chiesto di togliere il monopolio e la politica non ha tolto il monopolio”.

“Crediamo che sia necessario e importantissimo creare un percorso codificato tra start-up e politica”, ha detto poi l’amministratore delegato di Soundreef Davide D’Atri a margine della conferenza, ideata proprio con l’intento di proporre la creazione di un organismo di tutela per le start-up presso il Mise, per consentire ai giovani imprenditori di interagire con lo Stato e le istituzioni in modo “trasparente e regolamentato”.

“Il monopolio esiste ancora ed è più aggressivo di prima”, afferma l’ad di Soundreef, che oggi conta 25.000 autori a livello mondiale, di cui 8.000 italiani, destinati ad aumentare: “Ci saranno autori americani molto importanti e almeno un altro paio di colpi italiani prima della fine dell’anno – ha annunciato D’Atri, senza lasciarsi scappare un nome ma ribadendo un chiaro interesse “per la fascia giovane”.

Dopo alcune ore è arrivata la replica di Franceschini: “La calunnia è un venticello”, affidata su Twitter. L’affondo di Fedez è stato poi rilanciato sul blog e sui profili social di Beppe Grillo.

 

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