Musica

Luigi Tenco, Gino Paoli: “Non credo ai complotti ma…”

gino-paoli

Gino Paoli (foto Ansa)

ROMA – Sono passati quasi quarant’anni dalla notte tra il 26 e il 27 gennaio 1967 in cui con uno sparò si tolse la vita Luigi Tenco. Intervistato da Repubblica, Gino Paoli, che di Tenco era uno degli amici più stretti, confessa:

“Mi chiamarono quella stessa notte per dirmelo – ricorda -, ma io non ci volevo credere, era fuori da ogni possibilità, non era da lui, non corrispondeva a niente che riguardasse Luigi”.

“Io una mia idea l’ho sempre avuta – riprende Gino Paoli -. Luigi quella sera non era regolare, e l’abbiamo pensato tutti noi amici che lo conoscevamo bene. Anche l’esibizione al festival è stata assurda. Di solito Luigi era intonato, quadrato, quello che vedemmo cantare non era lui, era come se avesse preso delle cose”. Gino Paoli, però, mostra di non credere ai complotti: “Ecco com’è andata, una stronzata, magari un colpo di teatro pensato male e finito peggio. Anche la lettera che ha lasciato…non corrisponde, Luigi era un pragmatico, quella roba lì se l’ha scritta lui vuol dire che era ubriaco oltre ogni limite”.

 

To Top