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Nanni Svampa è morto, era il fondatore dei Gufi e cantore di Milano

Nanni Svampa è morto, era il fondatore dei Gufi e cantore di Milano

nanni svampaNanni Svampa è morto, era il fondatore dei Gufi e cantore di Milano

ROMA – Se ne va, dopo Giorgio Gaber, Enzo Jannacci e Dario Fo, un altro cantore e artista di quella cultura meneghina che dagli anni ’60 in avanti ha saputo parlare a tutta Italia, intrecciando alto e basso, dialetto e musica, satira e comicità, richiami intellettuali e denuncia politica e sociale. E’ morto ieri sera, infatti, a 79 anni Nanni Svampa, colui che ha fatto conoscere la canzone popolare lombarda ma anche Georges Brassens, tradotto in milanese, e che soprattutto ha fondato i Gufi, gruppo che portò sul palco testi nati da una ricerca filologica, mescolandoli con l’umorismo e il cabaret.

“Addio a Nanni Svampa, cantore pieno di ironia di una Milano dal volto umano”, è stato il saluto che gli ha voluto dedicare il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni. Per il sindaco di Milano Giuseppe Sala, Svampa è stato un “ironico artista milanese” e “con lui perdiamo una delle voci più autentiche della canzone lombarda”. In una nota, poi, il Comune di Milano ha sottolineato come la città abbia perso “un interprete attento e sensibile della sua anima più profonda, un vero appassionato della milanesità”.

La “milanesità”, ha spiegato Roberto Brivio, che con lui suonò nei Gufi, “è un termine particolare, che ti identifica. Svampa ha lavorato per Milano, ha scritto per e su Milano, non si può dire che non avesse milanesità. Oltre che essere un collega – ha raccontato – era un caro amico. Scrivevamo canzoni diverse, lui più impegnate, io più popolari. Anche se dagli anni ’80 non abbiamo fatto più concerti, siamo rimasti amici e ho per lui grande e profonda stima”.

Nato nel 1938 nel quartiere allora popolare di Porta Venezia, Svampa è stato, come si definiva sul suo sito, “mitico rappresentante del cabaret musicale milanese e della canzone d’autore” e “cultore e interprete della tradizione lombarda con particolare riguardo alla canzone popolare”. Ed anche “traduttore e interprete in lingua milanese dell’opera di Georges Brassens (il più grande poeta e umorista della canzone nel XX secolo)”. E ancora “attore teatrale e cinematografico”, tanto da aver recitato in film di registi come Elio Petri e Gabriele Salvatores. Infine, autore di testi “teatrali, televisivi e radiofonici, regista di spettacoli musicali e di cabaret”.

Laureato in Economia alla Bocconi, Svampa fondò i Gufi nel 1964 assieme a Brivio, Gianni Magni e Lino Patruno e la band suonò fino al ’69 mischiando musica, dialetto e satira sociale. Del ’64 anche l’album ‘Nanni Svampa canta Brassens’ e del ’70 i celebri dischi della ‘Antologia della canzone lombarda’ in 12 volumi. All’epoca Svampa di sé diceva: “Ho quarant’anni, sono ateo da 25, non digerisco i digestivi, mi piace la testina di vitello e il barbera di 16 gradi, sono anticlericale viscerale, non riesco a smettere di fumare”. Da anni ormai aveva lasciato Milano per andare a vivere sul lago Maggiore ed è morto all’ospedale di Varese.

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