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Paul Kantner è morto. Era il leader dei Jefferson Airplane

Kantner fu una delle icone di Woodstock. Per tutta la vita si batté per la legalizzazione delle droghe

NEW YORK – Paul Kantner, uno degli eroi di Woodstock, fondatore e leader del gruppo dei Jefferson Airplane, è morto nella notte tra giovedì e venerdì.

Considerato uno dei giganti della scena musicale della West Coast statunitense e del rock psichedelico degli anni’60-70, Kantner è morto a 74 anni a San Francisco per i postumi di un attacco cardiaco. Il cantante statunitense soffriva di cuore da anni e già nel marzo 2015 aveva avuto un infarto.

“Tanti ricordi scorrono in questo momento nella mia mente”, ha detto Marty Balin, cofondatore dei Jefferson Airplane, “è il primo che mi ha insegnato a farmi una canna”.

Con i Jefferson Airplane, Kantner realizzò brani entrati nella storia del rock come ‘Somebody to love’ e ‘White rabbit’, di cui si ricordano le versioni egregiamente eseguite all’alba durante il mitico concerto di Woodstock nell’agosto del 1969. Milioni i dischi venduti dalla band.

Chitarrista emerso dalla scena folk, dedito al consumo di droghe, di cui fu strenuo difensore, Kantner era considerato uno dei giganti della scena musicale della West Coast. Da una relazione con la cantante del gruppo Grace Slick, ebbe una figlia, la cui nascita ispirò “A Child Is Coming”, altro sucesso della band.

Esponente di rilievo della campagna per la legalizzazione della marijuana, Kantner sosteneva che l’uso di LSD e delle droghe psichedeliche in generale aiutava l’espansione della mente e la crescita spirituale. Odiava invece la cocaina, “droga nociva che trasforma le persone in cretini”, disse in una intervista di 30 anni fa, al pari dell’alcol, che anzi definì la “peggiore di tutte le droghe”.

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