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Prince, mistero morte: autopsia esclude suicidio o traumi

MINNEAPOLIS – Non ci sono segni di trauma e non c’è motivo di sospettare che Prince si sia suicidato: lo ha detto lo sceriffo della contea di Carven nell’area di Minneapolis, Jim Olson, durante la prima conferenza stampa dopo la morte del cantante. All’incontro con la stampa ha partecipato anche un rappresentante dell’ufficio medico- legale che ha eseguito l’autopsia e che non ha voluto commentare le voci secondo cui a causare la morte dell’artista potrebbe essere stata un’overdose. “Non ci sono informazioni in questo senso – ha detto – è in corso un’indagine“.

Resta quindi il mistero sulla morte del folletto della musica, un decesso che molti vedono come la ripetizione di un triste copione che ha già visto protagonisti in passato sia Michael Jackson sia Whitney Houston, mentre si torna a parlare del ‘tesoro’ musicale dell’artista, una cassaforte che custodirebbe migliaia di brani musicali e video inediti da durare per 100 anni. L’ipotesi overdose era stata avanzata da Tmz, secondo cui quando Prince dopo l’ultimo concerto ad Atlanta si sentì male a bordo del suo aereo privato, costringendolo a un atterraggio di emergenza, la causa non sarebbe stata un’influenza, così come dichiarato dal suo portavoce, bensì l’aver ingerito dosi eccessive di ‘Percocet’, un antidolorifico oppiaceo.

In quell’occasione Prince fu sottoposto a un trattamento con il ‘Narcan’, ossia un ‘save s’, per salvargli la vita. I medici – sempre secondo le indiscrezioni, avrebbero voluto trattenerlo in ospedale per qualche giorno. Ma non essendo disponibile una stanza privata l’entourage del cantante chiese di farlo dimettere. Il Percocet – spiegano gli esperti – è un farmaco che genera forte dipendenza e sembra che Prince ne facesse uso dal 2010, ossia da quando ebbe un intervento chirurgico all’anca. Sempre secondo Tmz, l’artista sarebbe stato visto recarsi presso una farmacia quattro volte in una settimana. Saranno comunque i risultati dell’autopsia a stabilire cosa sia veramente successo.

Anche se ci potrebbe volere tempo: “Il Midwest Medical Examiners Office – si legge in un comunicato – non rilascerà alcuna informazione finché non ci saranno dei risultati finali. E l’esame tossicologico potrebbe anche richiedere delle settimane”. Prince, 57 anni, è stato trovato privo di conoscenza in un’ascensore all’interno del compound-studio in cui viveva a Paisley Park, alle porte di Minneapolis, in Minnesota. La chiamata ai soccorsi è stata fatta circa un quarto d’ora prima delle dieci del mattino. Inutili i tentativi di rianimarlo: alle 10:07 ora locale è stato dichiarato morto.

La scomparsa di Prince avviene a poco più di due mesi da quella della sua ex compagna e cantante Vanity, al secolo Denise Katrina Matthews, fondatrice della band al femminile Vanity 6. La pop star aveva anche lei 57 anni ed è deceduta per le conseguenze della dialisi a cui era costretta dal 1994, quando un’overdose di droga le compromise la funzionalità renale. Ma ora promette di calamitare l’attenzione dei fan anche il mistero sulla sua famosa ‘vault’, ossia la cassaforte custodita in un sotterraneo a Paisley Park, che conterrebbe migliaia di canzoni inedite, tanto da consentire di pubblicare un album all’anno per un secolo. Un mistero avvolto in un’incognita: chi erediterà questo tesoro, visto che l’artista non aveva né moglie né figli.

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