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Prince, mistero morte. Malore giorni fa ma l’agente…

MINNEAPOLIS – Prince è morto a soli 57 anni. Una delle icone nere del pop anni’80 è deceduto in circostanze misteriose nella sua casa di Minneapolis, dentro l’ascensore. Ancora incerta infatti la dinamica della morte. E pensare che solo pochi giorni fa, il 15 aprile, era stato ricoverato d’urgenza: il suo jet privato era stato costretto a un atterraggio d’emergenza in Illinois ma il giorno dopo la star era comunque apparsa a un concerto assicurando i fan che era tutto ok. Il suo agente aveva assicurato che si trattava soltanto di una brutta influenza ma l’artista aveva comunque dovuto cancellare i due concerti precedenti. Poi dopo soli 6 giorni la morte.

Cantante simbolo della decade degli anni’80, 100 milioni di dischi venduti, legatissimo alla sua città, Minneapolis, da cui non si era mai realmente allontanato, negli ultimi anni Prince aveva ingaggiato una lunga battaglia con le multinazionali, diventando indipendente. Qualche mese fa era stato annunciato un suo tour acustico in Europa, ma, dopo i fatti di Parigi, era stato annullato.

Da oltre trent’anni uno dei più talentuosi, prolifici e ingovernabili artisti della musica mondiale: Prince Rogers Nelson, in arte Prince, cantante, musicista, attore, regista e produttore, il genietto di Minneapolis dalla fine degli anni Settanta ha frequentato e sapientemente mixato i più svariati generi musicali: dal soul al funk, passando con disinvoltura al jazz, al pop e al rock psichedelico, conquistandosi una folta schiera di fedelissimi fan che seguono ossessivamente le sue gesta, impegni e intemperanze.

Un talento omaggiato niente di meno che da Miles Davis, che con Prince ha collaborato in diversi momenti, paragonandolo a Duke Ellington (e facendo infuriare Wynton Marsalis). Da For You, album di debutto del 1978, Prince ha sempre attirato l’attenzione dei fan e dei media: come quando nel 1987 pubblico’ The Black Album, il cui autore doveva restare ignoto ma che, poco prima dell’uscita, fu ritirato e le sue copie mandate al macero. Non si e’ mai capito se Prince non fosse soddisfatto del risultato, se fosse rimasto infastidito della fuga di notizie riguardo alla titolarita’ dell’opera o se fosse stato snobbato dalla Warner Bros. Comunque alla fine il cd usci, ma nel 1993.

Irrequieto e intransigente, Prince nel corso della sua carriera ha sempre navigato tra trionfi (Purple Rain, album e film), flop (Graffiti Bridge, suo secondo film), contratti milionari (famoso quello da 100 milioni di dollari con la Warner Bros nel 1992) e vari cambiamenti di nome (Tafkap, ovvero The Artist Formerly Known As Prince; The Artist; Symbol) per protesta contro le imposizioni delle major del disco. Per un certo periodo si e’ pure fatto ritrarre con la provocatoria scritta “slave” (schiavo) disegnata sulla guancia. Ma una cosa è certa: non ha mai voluto sottrarsi alla “schiavitù” del , che per un paio di decenni ha esplicitamente declinato in tutte le sue forme.

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