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YOUTUBE Mick Jagger torna solista con 2 singoli rock: canta la Brexit e l’Isis

Mick Jagger torna solista con 2 singoli rock: canta la Brexit e l'Isis
Mick Jagger torna solista con 2 singoli rock: canta la Brexit e l'Isis

Mick Jagger torna solista con 2 singoli rock: canta la Brexit e l’Isis

LONDRA – Mick Jagger torna solista con due singoli rock e politici: canta la Brexit e l’Isis. Il giorno dopo il suo 74esimo compleanno e a 16 anni dall’ultimo progetto discografico da solista la voce dei Rolling Stones torna con due brani, Gotta Get A Grip” e “England Lost.

I precedenti da solista del cantante, tra gli anni Ottanta e Novanta, erano stati tutti tra il pop e la dance, e forse anche per quello tutti dei flop clamorosi

Nelle due nuove tracce, spiccatamente rock, Jagger descrive con vena satirica il Regno Unito dopo il divorzio dall’Ue. “Ho iniziato a scrivere i due brani ad aprile, e ho voluto che fossero pubblicati subito – fa sapere il cantante in una nota – Non volevo che perdessero il loro impatto intrinseco”. Le due instant song sono infatti la risposta ironica e salace a quella che la rockstar inglese definisce come “l’epoca di confusione e frustrazione che stiamo vivendo”, citando immigrazione, corruzione, Isis e fake news: “Parla della consapevolezza di vivere un momento molto difficile della nostra storia”, ha spiegato l’artista.

Disponibili dalla mezzanotte di giovedì 27 luglio negli store digitali come singolo “doppio Lato A” in vinile e CD, i brani sono accompagnati in digitale e streaming da 5 versioni alternative: “England Lost” con il rapper e fenomeno del grime londinese Skepta, e 4 remix di “Gotta Get A Grip” firmati da dj house come i Seeb e Alok, da Matt Clifford e da Kevin Parker, leader della band psichedelica australiana Tame Impala.

Online dal 27 luglio anche i due videoclip diretti da Saam Farahmand con gli attori Jemima Kirke per Gotta Get A Grip e Luke Evans per England Lost.

Nel secondo brano, che in italiano si traduce L’Inghilterra ha perso, l’immagine di una partita di calcio è allegoria di un Paese smarrito: “Parla della consapevolezza di vivere un momento molto difficile della nostra storia, di non sapere dove ci troviamo e della sensazione di insicurezza. Ovviamente le parole sono scandite da una grande quantità di umorismo, tuttavia non manca il senso di vulnerabilità caratteristico della nostra situazione come nazione”.

Una nazione che pare intrappolata in sé stessa: “Avevo una ragazza a Lisbona e una a Roma, ora dovrò starmene a casa, calare le serrande e sprangare le porte – recita il testo – Londra sarà come Singapore, ma non altrettanto calda”.

In Gotta Get A Grip lo sguardo si allarga a un mondo “sottosopra, guidato da lunatici e pagliacci” in cui “nessuno dice la verità e a governare è una gabbia di matti”. Si menzionano la corruzione e l’immigrazione (“I migranti arrivano in massa, i rifugiati fanno innervosire. Controlliamoli, teniamoli fuori. Intellettuali, tappate la bocca”), si citano Isis e fake news e le presunte soluzioni come agopuntura, religione o piacere sessuale, accomunate non senza ironia.

Il messaggio però è di riscatto: “Nonostante tutto quello che sta succedendo devi prendere in mano la tua vita, essere te stesso e cercare di creare il tuo destino – spiega Jagger – Abbiamo chiaramente innumerevoli problemi. Quindi sono politicamente ottimista? No”.

Per scrittura e produzione Jagger ha collaborato con Matt Clifford, già al suo fianco nel 2001, con il quale è emersa l’identità spiccatamente rock del cantautore, più vicina al sound degli Stones che non alle avventure plastic soul degli anni ’80, alle collaborazioni con i Jackson o will.i.am o alle ballate dell’ultimo album.

 

 

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