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Borsa, sarà settimana di Toro o di Orso? Turani dice che…

MILANO – Borsa, in Italia e nel mondo, sarà una settimana di Toro o di Orso? si interroga Giuseppe Turani in questo articolo pubblicato anche su Uomini & Business col titolo “La scommessa dei listini”.

Impossibile a dirsi. In teoria dovrebbe essere Toro, ma non è detto: qualcuno potrebbe tentare di rovesciare la frittata. Perché Toro? La ragione principale risiede nelle due riunioni, ormai vicinissime, delle due banche centrali più importanti.

La Banca centrale europea si riunirà infatti il 10 marzo. Il rappresentante tedesco in questa riunione risulta non votante. Ma, a parte questo, la riunione del 10 è anche quella in cui Draghi dovrebbe annunciare il rafforzamento del QE. E forse altro. Insomma, il 10 marzo la scelte espansive della Bce verranno rafforzate. E questo ai mercati dovrebbe piacere.

Pochi giorni dopo, il 15 e il 16, c’è la riunione della Federal Reserve. E qui la storia è un po’ analoga a quella europea. Si sa che la Fed vorrebbe aumentare i tassi, sia pure di pochissimo, ma si sa anche che questo non piace proprio ai mercati. E una crisi lunga, e pesante, dei listini potrebbe frenare la timida ripresa in atto. Tutto questo porta a concludere che fra quindici giorni la Fed ribadirà la sua intenzione di far salire i tassi, ma dirà anche che la faccenda è rinviata a momenti migliori.

Insomma, il 10 marzo l’Europa diventa un po’ più espansiva, meno di una settimana dopo la Fed non diventa restrittiva. Difficile immaginare che i mercati possano ottenere di più. E quindi un certo ottimismo dovrebbe correre lungo i listini.

Altri elementi positivi sono la vittoria in Iran dei moderati, cosa che contribuisce a rendere assai meno spinoso lo scenario mediorientale. E anche il recente successo di Hillary Clinton va letto in modo positivo. Esce probabilmente di scena il ”socialista” Bernie Sanders, e questo lascia sperare in una presidenza americana (sempre che non vinca Trump, ma sembra difficile), ragionevole e moderata.

Insomma, il mondo sembra andare verso un assetto più positivo. E anche i mercati dovrebbero tenerne conto.

Però non lo si può affermare  con certezza per almeno due buone ragioni. La prima è che in giro ci sono mani forti che hanno puntato pesantemente sul ribasso catastrofico. E non è detto che abbiano già abbandonato i loro progetti.

Inoltre, i ribassisti a oltranza possono sempre sperare nell’arrivo di qualche cattiva notizia da usare come innesco per una nuova stagione di paura.