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Cosa vuole Urbano Cairo? Soldi o politica? Turani: Berlusconi è lontano…

Cosa vuole Urbano Cairo? Soldi o politica? Turani: Berlusconi è lontano...

Cosa vuole Urbano Cairo? Soldi o politica? Turani: Berlusconi è lontano…

Cosa vuole Urbano Cairo, si chiede Giuseppe Turani i questo articolo pubblicato anche su Uomini & Business. La risposta è semplice: guadagnare tanti soldi, niente Berlusconi, niente politica ma solidità e successo.

Comincia a circolare la voce che Urbano Cairo, proprietario della 7 e della Rcs, nonché del Torino calcio, potrebbe rivelarsi una sorta di doppione di Berlusconi, se non proprio per domani, forse per dopodomani. In pratica, se uno osserva con cura, Cairo sta percorrendo la stes strada di Berlusconi: tv, giornali, squadra di calcio, popolarità. Poi, la politica?

Ma è tutto  sbagliato. E per molte ragioni. La prima, decisiva, è che Berlusconi veniva da anni di grande successo e di grandi guadagni (un miliardo al giorno, dopo le tasse, rendevano le sue tv). Era cioè un signore lanciatissimo, pieno di soldi, probabilmente il più ricco d’Italia. Affogava nei soldi, questa è la verità.

Ma il suo impero tv era stato costruito grazie a tante benevolenze elargite dall’amico Craxi. D********o il segretario del Psi (fuggito a Hammamet) Berlusconi si è giustamente preoccupato per un possibile crollo del suo impero (e dei suoi guadagni) a causa di una legislazione più sensata.

Lo spazio politico c’era, i soldi pure, e così è sceso in campo. E poi è stata storia.

Urbano Cairo nuota in acque completamente diverse. Non guadagna un miliardo al giorno, non lo guadagna più nemmeno Berlusconi. Ha costruito un impero, ma con molto credito bancario dentro (Banca Intesa). Tiene insieme i conti essendo un bravo tagliatore di costi e un amministratore molto diligente. Ma Banca Intesa continua a sollecitargli un aumento di capitale per rendere più solido il gruppo, che lui non può fare perché non ha i soldi. Gli dicono di trovarsi un socio. Ma lui, allievo di Berlusconi in questo, non vuole soci in casa, vuole mano libera.

In sostanza, mentre Berlusconi quando scende in campo è un signore che affoga nel denaro e che teme che tutto finisca per colpa della politica, Cairo è uno  che naviga a pelo dell’acqua, giusto per quel tanto che serve per non affogare, e il cui impero non è minacciato da alcuno.

In più, Berlusconi aveva di fronte l’immenso vuoto lasciato dal Psi e dalla Dc, entrambi rasi al suolo dal pool di Mani Pulite (che lui aiuta in un primo tempo).

Di fronte a Cairo, invece, c’è la più affollata scena politica della storia italiana. Ci sono i rifornisti moderni, quelli antichi, i sovranisti, i pazzi (grillini), i patrioti alla Meloni. Dove andrebbe a collocarsi un Cairo politico?

Ma, si dice, è così vicino ai grillini che…

E questa potrebbe essere l’idea. Potrebbe, fra qualche tempo, comperare il blog di Grillo (e il Movimento) e mettersi in politica. Il comico chiuderebbe la sua carriera seduto su una montagna di denaro e Cairo si porterebbe a casa una manica di pazzi, ma molto ubbidienti.

Affascinante come idea. Con un solo problema: i soldi. Berlusconi aveva tanto di quel surplus di denaro che continuava a comprar case e aerei per  disfarsene almeno in parte. Cairo invece è ancora nella fase in cui alla sera si contano gli incassi e in cui prima di uscire si fa il giro degli uffici per spegnere tutte le luci. E, ogni tanto, con la mano sfiora il libricino dove ha elencato i suoi debiti. Ancora tanti, purtroppo.

In più, nessuno minaccia il suo impero. E lui  vuole solo diventare l’italiano più ricco dell’era post-Berlusconi. La politica non gli piace, carisma zero, senso politico zero (ma come si fa a appoggiare i grillini di questi tempi?).

La mia idea è appunto che sia solo alla  ricerca, come tutti, di soldi. Non lo  vedremo dalla Gruber a duettare con Speranza e Scanzi.

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