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Aerei, il 50% dei passeggeri preferisce la borsa alla vita

La foto di di Alessandro Camilli

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ROMA – Aerei, anzi aerei in difficoltà, emergenza, atterrati senza carrello o in fiamme o comunque in pista in situazioni di grave e imminente pericolo, aerei dunque da abbandonare in gran fretta, il più presto possibile, senza perdere neanche un secondo…Eppure la gran parte dei passeggeri a bordo di questi aerei preferisce la borsa alla vita. Perché si attarda, impiega tempo e attenzione per prendere il borsone, lo zaino, il mini trolley, insomma per portarsi appresso nell’evacuazione del velivolo il bagaglio a mano.

Ormai è un fatto documentato, è accaduto ancora a bordo del volo Emirates in atterraggio d’emergenza a Dubai. E questo episodio è l’ultimo anello di una catena di emergenza dove il fenomeno si è sempre ripetuto. Le foto dell’abbandono aereo della Emirates documentano passeggeri avvinti ai bagagli, i filmati di altre e precedenti abbandoni aerei mostrano le stesse scene. Addirittura è stato calcolato che almeno il 50% dei passeggeri all’ordine abbandonare l’aereo rivolge la sua prima attenzione, il suo primo impegno e il suo limitato tempo alla cassettiera che ha sulla testa. Almeno la metà dei passeggeri di un aereo da cui fuggire pensa prima alla borsa che alla vita.

Già, perché sommando i dieci(?) secondi a testa che si impiegano per recuperare e avvinghiarsi al proprio bagaglio a mano si fanno minuti e minuti, molti, troppi. Quelli che possono decidere tra la vita e la morte. Un incendio o i fumi di un incendio non aspettano il recupero bagagli. Senza considerare che i dieci secondi impiegati per il mio bagaglio li tolgo come tempo di possibile salvezza a chi sta dietro di me.

Perché questo comportamento di massa che sembra contraddire la legge prima e naturale dell’istinto di sopravvivenza? Primo perché l’istinto di sopravvivenza è tutt’altro che soggetto ai suggerimenti della razionalità. Secondo perché, come dicono le compagnie aeree, “i passeggeri semplicemente non ci stanno a sentire”. Dunque, in linea con il mood contemporaneo, cancellazione di ogni principio di autorevolezza/autorità. Terzo perché trionfa, anche qui, “io” e poi viene il “noi”. Io, dai che ce la faccio…

Ma soprattutto è l’eterno comportamento umano comune ad ogni epoca, latitudine e circostanza di fatto suicida quando di si tratta della “roba”, della roba propria. La disperata resistenza ad uno scippo quando si hanno in borsa pochi euro: umano ma potenzialmente suicida. Il portarsi sulle scialuppe di salvataggio del Titanic il peso degli oggetti preziosi. Il puntare al bagaglio a mano quando il comandante ordina il tutti fuori dall’aereo.

Ora le compagnie aeree hanno allo studio in sistema che chiude in automatico i vani portabagagli in cabina quando è atterraggio di emergenza o simili. Quindi impossibilità di recuperare la borsa e perdere tempo per mettersi in salvo. Tecnicamente è facilissimo e garantiti sono i risultati in termini di sicurezza. Però politicamente, diciamo così, è quasi impossibile. Perché test hanno già appurato che i passeggeri si sentono, se separati da un lucchetto dalla borsa, espropriati della loro “roba”.

Già, in astratto non si direbbe ma in realtà l’umano, gran parte degli umani si comportano in modo da preferire la roba alla vita, e non soltanto negli aerei in emergenza. Quella situazione sulla pista è solo lo specchio dove si riflette e diventa visibile una parte oscura dell’animo umano.