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Antibiotici, italiani ignoranti si fanno male. 60%: sono anti virus

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ROMA – Antibiotici, l’ignoranza regna su cosa sono e come si usano. A domanda il 56 per cento degli europei e ben il 60 per cento degli italiani (non ci facciamo mancare niente) risponde che sì, gli antibiotici “uccidono i virus”. Purtroppo ai virus gli antibiotici non fanno niente, neanche il solletico.  Curano e salvano vite dalle infezioni batteriche, non da quelle virali. Italiani ignoranti dunque in biologia, ma si può chiedere al cittadino medio di distinguere tra virus e batteri? Forse no, forse è troppo. Passi dunque il 60 per cento ce non sa a che servono gli antibiotici. Passi, se non fosse che…

Se non fosse che tanta ignoranza di massa porta in massa a farsi del male. Non è ignoranza innocua, è ignoranza nociva. Infatti il 38 per cento degli italiani serenamente confessa di spararsi in corpo antibiotici contro il raffreddore e l’influenza. Che è come assumere antibiotici contro una storta al piede, una delusione d’amore, una multa nel traffico. Contro influenza e raffreddore antibiotici non servono. Fanno l’effetto dell’acqua fresca. Ma non sono acqua fresca, sono antibiotici che letteralmente vuol dire anti/bio. Eliminano alcune forme di vita, i batteri. E l’eliminazione immotivata di batteri tramite farmaco che li uccide fa danno all’organismo. Ma il 38 per cento degli italiani allegramente si infligge danno quando ha il raffreddore e il 60 per cento neanche sa di che danno si tratta.

Eppure sono anni (dopo decenni di antibiotici a pioggia e a piacere) che ogni forma di comunicazione e informazione spiegano che antibiotico a vanvera fa male. Niente, gli italiani continuano ad ingozzarsi di questo tipo di farmaci, con l’alibi, robusto, che i medici continuano a prescriverli quasi a prescindere. Il novanta per cento dei mangiatori seriali di antibiotici lo fa ricetta alla mano.

Antibiotici a vanvera e la natura si vendica, e la vendetta avviene e si esercita dentro e sul nostro corpo. Antibiotico va preso quando serve e l’assunzione va fatta per tutto il tempo prescritto: quattro, cinque o sette giorni che sia. Invece moltissimi lo usano come fosse analgesico, anti dolorifico. Appena si “sentono un po’ meglio” ne smettono l’assunzione. Così i batteri, colpiti, feriti ma non uccisi, hanno il modo di abituarsi alla molecola. E’ come se somministrassimo loro piccole dosi di veleno per renderli immuni e non la dose letale. E immuni diventano i batteri, diventano, sono diventati resistenti agli antibiotici. E le infezioni tornano a uccidere di nuovo la gente perché gli anti non funzionano più.

Centinaia e centinaia, migliaia e migliaia di articoli, avvertimenti, informazioni. Niente smuove, lima la grande e pigra ignoranza. Quanto ci piace non saperne nulla, parlarne a vanvera, mangiar pasticche e farsi del male.