Alessandro Camilli

Attacco Usa a bombe Corea Nord, 20 missili Pyongyang per second strike nucleare

Attacco Usa a bombe Corea Nord, 20 missili Pyongyang per second strike nucleare
Attacco Usa a bombe Corea Nord, 20 missili Pyongyang per second strike nucleare

Attacco Usa a bombe Corea Nord, 20 missili Pyongyang per second strike nucleare

ROMA – Attacco militare da parte degli Usa contro la Corea del Nord, attacco preventivo se Pyongyang continua ad armarsi e a minacciare i vicini: Corea del Sud, Giappone e in prospettiva perfino gli Stati Uniti. Per la prima volta da decenni l’Amministrazione americana, insomma il neo insediato governo Trump, ha comunicato al mondo e al regime dei Kim che “l’opzione militare è sul tavolo”. E’ una minaccia che gli Stati non si scambiano mai a caso. E’ un  avvertimento che uno Stato può lanciare ad un altro solo se non solo esistono i piani concreti di attacco ma esiste anche la volontà di usarli quei piani. Quindi non è detto che succeda, ma può succedere. Può succedere davvero che gli Usa lancino un attacco preventivo contro le installazioni militari nord coreane.

Può succedere e già questa è una notizia che muta il panorama mondiale (fono a ieri era eventualità quella dell’attacco preventivo esclusa da Washington). Può succedere e ce ne sono concrete ragioni militari. La Corea del Nord sta mettendo in linea vettori con sempre maggiore gittata, ora è vicinissima a disporre di missili che possono portare testata nucleare in un raggio di settemila chilometri (fino da noi per capirci) e fino alle coste occidentali americane. Vicinissima, forse già arrivata la Corea del Nord a questo traguardo.

Si può convivere con questa minaccia, può essere contenuta solo con isolamento, embargo commerciale e politico, cintura di difesa data da sistemi d’arma anti missile? Negli Usa cominciano a dubitarne. Certo, se la Corea lanciasse i suoi pochi vettori a lungo raggio tutti o quasi (leviamo anche il quasi) verrebbero abbattuti prima di raggiungere il bersaglio. Questo dicono i sistemi d’arma. Ma se vi fosse una piccola falla? E se la Corea del Nord perfeziona ancora i suoi di sistemi d’arma?

Per questo gli Usa parlano di possibile “primo colpo” da sferrare. Ci sarebbe però in questo caso un altro, enorme, problema strategico per il quale al momento non c’è soluzione. Il “primo colpo” americano farebbe macerie di impianti nucleari e installazioni militari coreane. Ma nessun primo colpo offre la garanzia che nulla possa sfuggirgli. Ci sono in Corea del Nord almeno 20 missili armati di carica nucleare disposti e nascosti in maniera tale che qualcuno potrebbe sfuggire al primo colpo e costituire invece il “second strike” nucleare della Corea del Nord.

Ne basta uno, uno che raggiunga Seul o il Giappone. O anche, come mostra un video di propaganda nord coreana una portaerei americana nel Mar della Cina. Ne basta uno dei missili coreani che si salva e parte come secondo colpo nucleare e raggiunge una città o affonda una portaerei per costituire un prezzo insostenibile per gli attaccanti. E anche questo potrebbe succedere in caso di attacco preventivo americano, il come impedire il second strike nucleare coreano non è una certezza e il Pentagono lo sa. Sarà bene che tra Pentagono e Casa Bianca si spieghino a fondo e con chiarezza.

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