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Benzinai, il 25% ti imbroglia alla pompa. E’ una tradizione…

La foto di di Alessandro Camilli

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ROMA – Benzinai, uno su quattro (coma fai a essere sicuro tra loro non ci sia anche il tuo?) ti imbroglia alla pompa. Nel mese di luglio la Guardia di Finanza ha fatto 1079 ispezioni ad altrettanti distributori di carburante e il risultato è stato di 271 violazioni (leggi imbrogli) su benzina, gasolio, Gpl…Fa appunto più o meno il 25 per cento di benzinai che ti truffano ogni volta che fai rifornimento.

Gli imbrogli sono ormai dei classici, il primo e il più ovvio è che ti mettono meno benzina o gasolio di quanto tu ne paghi. La colonnina dice mettiamo venti euro ma nel serbatoio della tua macchina in realtà ne sono stati immessi di meno. E’ stata infatti truccata la colonnina, l’erogatore. Quante volte succede? In media quasi una su dieci.

Il secondo imbroglio consiste nel metterti nel serbatoio carburante “annacquato”. Non proprio benzina o gasolio allungati con l’acqua che il motore soffrirebbe subito e te ne accorgeresti. Le “miscelazioni abusive con sostanze non consentite” si fanno con con idrocarburi meno costosi della benzina e del gasolio. Non te ne accorgi ma alla lunga se ne accorge il motore della tua auto, moto, furgone. Insomma prima ti fanno pagare più del dovuto e poi arriverà il danno al tuo autoveicolo.

Uno su quattro, 25 per cento è una percentuale enorme (nel conto anche quelli che imbrogliano il fisco oltre che l’utente). Una percentuale però che è praticamente fissa da anni e anni. Ogni volta la Guardia di Finanza la riscontra come risultato delle sue ispezioni. Ogni volta la percentuale varia di poco. Occorre dunque prendere atto che un benzinaio su quattro che ti imbroglia è una consolidata tradizione alla pompa.

Qualcosa che evidentemente è cara alla categoria e alla quale gli automobilisti che vanno a rifornirsi devono rapportarsi come ad una sorta di normalità. Insomma c’è un sovra prezzo occulto ma non ignoto della benzina e del gasolio. Sovra prezzo o “pizzo” che ogni anno regolarmente si paga. E non sembra si possa far nulla oltre che rassegnarsi o sperare che il “tuo” benzinaio non sia in quel 25 per cento.

Infatti multe e sequestri (quando arrivano) non stroncano la tradizione, non bastano certo a rendere meno conveniente l’imbroglio. Ci sarebbe una proposta, viene una volta tanto razionalmente dal Codacons. “Rendere noto l’elenco dei distributori di carburanti irregolari e comunicare la loro esatta ubicazione”. Questo sì farebbe gran male alla tradizione dell’imbroglio alla pompa. Ma pare che la privacy, la legge, la burocrazia…