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Btp a 50 anni. Chiesti 18,5 mld, offerti 5. Caccia ai rendimenti

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ROMA – Btp, un Buono poliennale del Tesoro italiano con scadenza del titolo 2.066. Un Btp che dura 50 anni, lo compreresti, lo metteresti nel tuo portafoglio? In prima e istintiva battuta e reazione la risposta, almeno per un singolo risparmiatore, è un secco No. Cinquanta anni sono un universo in termini di previsioni finanziarie. Cinquanta anni c’era un mondo che oggi non esiste più e oggi c’è un mondo che cinquanta anni fa non c’era. Sono cambiati gli Stati, i confini. Sono cambiati i redditi, l’economia, la distribuzione dei ricchi e dei poveri sul pianeta è cambiata. Non c’era Internet, c’era l’Urss, era appena comparsa la pillola anticoncezionale…

Tra cinquanta anni…nessuno, proprio nessuno lo sa. C’è chi la vede molto nera e preconizza crolli climatici e quindi economici e sociali (Casaleggio ci aveva piazzato anche una guerra nelle sue previsioni/quartine da quelle parti, tra cinquanta anni o giù di lì). C’è chi si turba di meno ed è meno pessimista. Comunque nessuno sa dire e si azzarda a dire. Tra cinquanta anni l’Unione Europea forse ancora sì e forse non più. Tra 50 anni gli stessi Stati sovrani che oggi emettono titoli di Stato non è detto siano ancora come oggi sono. Tra 50 anni che economia, che ricchezza, che pianeta nessuno sa dire.

Quindi come si fa a comprare in titolo di Stato che dovrebbe restarti in portafoglio, il cui capitale ti verrà restituito tra 50 anni appunto? Nel frattempo pagheranno gli interessi che oggi sono fissati al 2,85% lordo. Ma tra dieci, e poi tra venti e poi tra trenta anni e più il 2,85% lordo sarà tanto, poco, nulla, un’enormità?

Eppure a fronte di cinque miliardi di Btp a 50 anni offerti dal Tesoro si registra una richiesta, prenotazioni di acquisto per quasi quattro volte tanto: 18,5 miliardi. Perché? Perché il titolo a 50 anni che fino a ieri, fino a prima dell’acquisto massiccio e programmato di titoli da parte Bce lungo ormai quasi due anni, era pensabile in portafoglio solo per fondi pensione e assicurazioni, oggi viene guardato come appetibile anche da altri che pure non lavorano su scadenze così lunghe.

C’è infatti in giro, anche in Italia ovviamente, una massa di soldi. Non è facile prenderne atto all’interno di una narrazione del paese che vuole tutti o quasi allo stremo economico. Al di là del mood dominante l’Italia resta il paese con il maggior risparmio privato pro capite sul pianeta. Sono soldi, tanti, centinaia se non migliaia di miliardi che cercano affannosamente un rendimento, una rendita, un modo di fruttare. I titoli di Stato anche a 10 anni rendono nulla, i Bot hanno interessi negativi. I bond industriali comportano e incorporano rischio, eppur si comprano. Quindi un Btp che paga 2,85% lordo l’anno, perfino lui, può essere una preda nella caccia ai rendimenti.

Poi magari provi a non tenertelo 5o anni, magari lo vendi prima, molto prima. Col rischio valga di meno di quanto l’hai comprato. Ma nella caccia ai rendimenti, in tempi di tassi zero o giù di lì, sia la speculazione che il risparmio devono rischiare.