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Hotel Milano cassano prenotazioni, room rivendute al triplo

La foto di di Alessandro Camilli

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MILANO –Champions League, in quella del calcio non siamo in finale. Ma, grazie a un nutrito gruppo di el di Milano, siamo sul podio della Champions dei furbetti. Prezzi moltiplicati alla ‘n’ e prenotazioni cancellate.

La finale di Champions League in programma il 28 maggio a Milano si avvicina e gli alberghi del capoluogo lombardo si preparano così, affilando le armi per spremere dall’evento clou della stagione il massimo profitto. Ma se far lievitare o sgonfiare le tariffe in relazione alla domanda è quel che si dice ‘il mercato’, cancellare le prenotazioni fatte dai tifosi più ottimisti mesi fa ha fatto infuriare Madrid, la città di entrambe le finaliste di quest’anno: Real e Atletico.

“Il caso è scoppiato in queste ore in Spagna – racconta Francesco Olivo su La Stampa -, le denunce si leggono sui social network: ‘Ho prenotato a gennaio la stanza per 110 euro e stamattina ho visto che me l’hanno cancellata – scrive Miguel Ángel Peris, un cronista di un sito dell’Atletico Madrid – ora costa 600 euro’. Quando Peris racconta la sua storia iniziano a uscirne altre: ‘È successo anche a me’ dice Iván Morato. ‘Io avevo prenotato a settembre’, scrive Dario Leiva, ‘noi avevamo preso un appartamento ad agosto, e ora non ce l’abbiamo più’. Il più delle volte il motivo (o il pretesto) dell’annullamento della pratica è la carta di credito scaduta. Ma gli spagnoli non vengono avvertiti e lamentano si essere stati avvisati solo a cose fatte”.

E dalla Spagna arriveranno almeno 40mila tifosi madrileni, l’Uefa ha infatti destinato 21mila biglietti a ciascuna società, ma l’almeno è d’obbligo visto che non tutti quelli che si metteranno in viaggio verso Milano avranno in tasca il tagliando d’ingresso allo stadio. Una finale di Champions, come sa chiunque sia anche solo vagamente tifoso, è un appuntamento che capita di rado e per questo non si può mancare. Nel caso della partita del 28 poi, non solo c’è in palio la coppa per eccellenza, ma è un derby e una rivincita della finale di due anni fa, persa in extremis dall’Atletico.

Probabilmente pochi, ma alcuni dei tifosi di Madrid, abituati fortuna loro a raggiungere importanti traguardi sportivi, già dall’inizio della stagione avevano deciso di prenotare una stanza a Milano. Alcuni, avranno dato una carta scaduta, magari anche nel tentativo di fare i furbi e gli el, magari non tutti, hanno cancellato qualche prenotazione in più rispetto al dovuto ingolositi dall’occasione. Prenotazioni e caso singolo a parte però le politiche degli albergatori viaggiano spesso sul sottile confine che separa il mercato dalla speculazione.

“A Milano, per il 28 maggio, le strutture ricettive sono già piene all’85 per cento – riportava la cronaca di Milano del Corriere della Sera di qualche giorno fa -. E i prezzi volano. In media, i costi sono quattro volte quelli di un giorno ‘normale’ (anche più del Salone del mobile, evento che però si spalma su una settimana). Per due notti, all’el Cavour, la tariffa dichiarata in reception è 1.750 euro (contro i 600 euro dal 27 al 29 aprile), ma sui portali la camera appare ad un prezzo ancora più alto: 3.000 euro. E non è la richiesta più esosa. A 4.000 euro risulta ad esempio l’Attico Design in piazzale Istria e il Luxury Center Penthouse in Lamarmora. Il Camperio House Suites, che di solito costa sui 400 euro, è segnato a 2.714, il San Siro Apartments a 2.520. Ancora. L’el Crivi’s, in Porta Vigentina, su booking.com si vende a 1.800 euro (230 nei giorni normali), il Best Western in piazza Gerusalemme, dietro China Town, a 900 euro (contro i 200 di norma), l’Hotel Portello a 800 (da 190). Anche se poi al telefono, tutte queste strutture riferiscono che non ci sono più stanze”.

E’ il mercato si giustificano a ragione gli albergatori, in periodi di ‘bassa’ i prezzi scendono e al salire della domanda come in occasione di un evento salgono anche i prezzi. Un meccanismo cui si aggiungono anche delle eccezioni: “Possono esserci distorsioni, nei prezzi che si visualizzano online in corrispondenza di grandi eventi”, spiega Paolo Catoni, esperto di politiche commerciali nel settore. Gli alberghi promettono ai portali di riservare a loro un certo numero di stanze ma poi, se riescono a venderle direttamente e senza commissione, adottano l’escamotage: “Fanno comparire sui siti prezzi talmente alti da disincentivare l’acquisto, per non andare in overbooking”. Ma un meccanismo che come tutto dovrebbe essere parametrato al buon senso, cosa che gli aumenti che si registrano non sembrano fare. “Quello alberghiero non è un sistema di costi amministrati, le quotazioni sono decise in libertà e il pubblico non può in alcun modo sostituirsi al mercato”, spiega l’asre regionale allo Sviluppo economico Mauro Parolini che però ricorda: “Se un albergatore ha un comportamento esageratamente speculativo, compromette la sua reputazione e quella dell’intero sistema turistico”. E ancor più chiara è l’asre comunale al Lavoro, Cristina Tajani: “La fluttuazione così ampia, a volte visibilmente sproporzionata, ha contribuito alla crescita di Airbnb e dell’ospitalità alternativa”. Per la serie ‘albergatore avvisato…’. I siti come il citato Airbnb hanno infatti, al momento, sì aumentato i prezzi ma, in media, di circa tre volte. E cioè di molto ma meno degli alberghi.