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Comunali dietro le quinte: cittadini a caccia di posti Casta

La foto di di Alessandro Camilli

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ROMA – Domenica 5 giugno si vota in quasi duemila Comuni e molte grandi città. Grande tornata di elezioni amministrative. Grande test politico. Grande prova per Renzi, M5S, Salvini…Grande eccitazione e mobilitazione di giornali e televisioni. E i cittadini, la cosiddetta gente comune?

I cittadini…uno su due è molto probabile si asterrà dal fare il cittadino. L’astensione dal voto è attesa intorno al 50 per cento. Ci sono dieci, cento, mille noti e dichiarati e studiati e commentati motivi e ragioni per astenersi dal votare oggi in Italia, per di più in un’elezione per sindaci e asri. Motivi, per così dire, alti e bassi, pigri e solerti, ignoranti e consapevoli, bugiardi e sinceri. Resta il fatto che un cittadino su due domenica 5 giugno 2016 molto probabilmente si asterrà dal fare il cittadino. Ed è questa colossale quanto negata botta alla retorica imperante del cittadino brava gente che in politica ha sempre ragione. Quello è il cliente…dovrebbe essere altra cosa.

Di contro ci sono domenica un sessantamila cittadini che ci provano a…svoltare. Che vanno a caccia di un posto di…Casta. Sono i candidati delle liste civiche, non di partito, gli arruolati tra la gente comune. Il 77 per cento dei candidati non viene e non è dei partiti. Quindi la Casta è più larga e diffusa dei partiti stessi. E questa è altra botta alla retorica dei partiti cattive compagnie che corrompono la gente buona. Sessantamila candidati non dai e dei partiti il 5 di giugno corrispondono su scala nazionale  mezzo milione di cacciatori di un posto di amministratore pubblico. Mezzo milione!

I posti in palio a questo giro sono circa 23 mila. Molti verranno conquistati per meritato consenso da persone motivate e mosse dal pubblico interesse. Ma sarebbe ingenuo e bugiardo non vedere che molti posti saranno presi da gente che punta a piazzarsi, a svoltare a fare casta, magari con la “c” minuscola ma sempre casta. Decine, centinaia di migliaia. Ricordarsene quando si racconta la favola del Palazzo abitato dai cattivi e inaccessibile alla brava gente tutta buona, innocente e vittima.