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Cuore Italia batte per Schwazer, non per Di Francisca

La foto di di Alessandro Camilli

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ROMA – Laggiù a Rio dove c’è l’Olimpiade non solo degli sport ma anche delle immagini e simboli, c’è stata una ragazza italiana che secondo Cuore Italia sì, insomma, va bene, però…Elisa di Francisca che è andata a ricevere la medaglia con tra le mani una bandiera d’Europa appare a Cuore Italia un po’ stramba. E di certo Cuore Italia non si scalda per questa ragazza e per il suo gesto.

E’ andata a dire alle Olimpiadi e di conseguenza in televisione a Cuore Italia che la guarda e sente dal divano che l’Europa è la nostra comune patria. Ferita, sanguinante dopo Nizza, Parigi, Bruxelles. Ma viva. E’ andata a dire ai microfoni dell’Olimpiade che Isis è il nemico comune da combattere, il nemico dell’Europa di cui ha mostrato la bandiera e di cui si sente e si è dichiarata cittadina.

Decisamente troppo per Cuore Italia questa figlia d’Italia che fa la professorina, si permette di omaggiare l’Europa su cui Fiele Italia ogni giorno riversa astio, si comporta da cittadina e non solo da sportiva. Cuore Italia la perdona perché ha vinto una medaglia ma francamente non capisce, disapprova. Elisa Di Francisca non ha fatto la “ragazza tricolore” e neanche si è limitata al “mi sono sacrificata, il sacrificio è dietro questo grande risultato”. Insomma non ha ripetuto il banale politicamente corretto dell’atleta. Si è qualificata e comportata da cittadina, cosciente e consapevole del mondo in cui vive e ha affacciato sulla pedana sportiva valori civili. Cuore Italia non batte per lei.

Batte invece, basta ascoltare il tam-tam accorato dei titoli/cronache e commenti, per Schwazer Alex, un altro ragazzo italiano che c’è a Rio. “Vita distrutta” e poi cronache accorate e melanconiche sull’allenarsi del ragazzo fino all’ultimo momento, anche sotto la pioggia, anche di fatto da privato cittadino. E preoccupazioni su Raisport e Rai2 e in ogni divano e salotto sulla salute, sul danno psicologico che Alex subirà. E partecipazione emotiva, solidarietà di comunicazione di massa al ragazzo che aspettava il verdetto.

Verdetto che Cuore Italia vive come crudele e racconta come fosse persecutorio. Otto anni di squalifica. Otto anni di squalifica e tendenzialmente la narrazione omette il “per doping”. Cuore Italia per Schwazer un bel po’ si commuove: ma come si fa a rovinarlo così? Un “figlio” distrutto dopo essersi tanto applicato. E in effetti Schwazer è più “figlio” d’Italia di quanto non lo sia la Di Francisca. Alex si dopava, eccome se si dopava. Scoperto e condannato ha “pagato”. Per Cuore Italia aver “pagato” in termini di punizione per aver imbrogliato è più che un’assoluzione. E’ quasi un attestato di avvenuto martirio.

Il ragazzo ha pagato e se ci ricasca…allora deve essere che l’hanno messo in mezzo. Comunque Cuore Italia non vuole che ci si accanisca e per Cuore Italia accanirsi è punire ancora. Perché Alex è un figlio d’Italia e in Italia la violazione delle regole si punisce ma insomma senza esagerare.

Alex che grida al complotto, Alex che si è dopato in passato, Alex che ha violato le regole e ora contesta sentenze e giudici. Alex che fa la vittima, Alex forse vittima. Piace molto di più a Cuore Italia di Elisa cittadina, razionale, che richiama alla ragione e ai doveri, che si sente e si dice niente meno che europea.

Cuore Italia sta e batte con e per Alex e non certo si attiva o emoziona per Elisa. Peccato, molto peccato perché per Elisa, per una così, c’era e c’è da provare orgoglio nazionale. Di Alex in Italia ce ne sono invece tanti e non c’è da esserne particolarmente fieri.