Alessandro Camilli

Emiliano martire degli ulivi blocca il gas del Maligno

Emiliano martire degli ulivi blocca il gas del Maligno

Emiliano martire degli ulivi blocca il gas del Maligno (foto Ansa)

ROMA -Emiliano martire degli Ulivi. Nell’Armata Brancaleone della vita pubblica italiana il governatore della Puglia e candidato alla segreteria Pd veste sempre più i panni del fratacchione che guidava alle Terre Sante contando che la sola fede tenesse saldo “lo cavalcone” (il ponte). E infatti lo cavalcone non resse…

La fede di Emiliano non è religiosa ma non per questo difetta di misticismo. Anzi, recupera antichissime forme di panteismo, forse dalla cultura classica. Emiliano deve certo vedere una qualche forma di divinità negli ulivi (pugliesi, gli altri ulivi non si sa). Altrimenti non si spiega perché quando gli ulivi pugliesi si sono ammalati di Xylella Emiliano si sia fieramente opposto al loro abbattimento.

Una questione etica, il governatore fieramente contrario all’eutanasia della pianta vivente? Un po’. Ma soprattutto la ferma convinzione che la malattia o non esisteva (sì, sembrava esistere ma non era vera, era un inganno del Maligno che confonde) o era un complotto dei sedicenti scienziati (in realtà clerici di altre tribù mandati a sterminare) o era il frutto della contaminazione-avvelenamento fatto dagli stranieri. E il tutto per colpire l’anima unica di un popolo e di una pianta sacra.

Ora che i “barbari” ci hanno riprovato con gli ulivi, Emiliano non si è sottratto alla lotta. Sono venuti niente meno che per spostare (spostare non abbattere) niente meno che 200 ulivi. Spostarli e poi ripiantarli. Ma Emiliano ha dichiarato “spostamento illegittimo” e ha denunciato al mondo il governo italiano che manda nelle sue terre niente meno che la polizia.

In compenso Emiliano ha dichiarato legittimo, legittimissimo, santo il blocco messo in atto da niente meno duecento persone. Blocco della strada, delle strade. Blocco dei mezzi che dovevano spostare gli ulivi per…Per far passare il Maligno. E il Maligno è il gasdotto, anzi il gas contro il cui passaggio attraverso la Puglia Emiliano si schiera e si batte. Passi da un’altra parte che diamine.

E comunque gas è brutta cosa, chi non lo sa? Non risulta che in Puglia gli abitanti cucinino e si riscaldino con la corteccia d’ulivo ma Emiliano è uomo di fede. E di dubbio, infatti dubita tanto sui vaccini, la sua Regione esita, eccome se esita, a introdurre l’obbligo della vaccinazione per andare a scuola. E di profonda meditazione.

Mentre infatti il governatore medita sulla natura mistica dell’ulivo, mentre difende la purezza pugliese dal gas da riscaldamento, in Puglia restano fisse una trentina di discariche umane dette ghetti per immigrati carne da fatica nella campagne e Lega Ambiente (mica Confindustria) calcola metà dello splendido mare inquinato perché depuratore non c’è o non funziona. Sarebbe roba di governo, governo della Puglia, ma come chiedere e pretendere che se ne occupi uno che è già martire, martire degli ulivi?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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