Alessandro Camilli

Fabrizio Corona fa festa e vien festeggiato come eroe dei…soldi a nero

Fabrizio Corona fa festa e vien festeggiato come eroe dei...soldi a nero

Fabrizio Corona fa festa e vien festeggiato come eroe dei…soldi a nero (foto Ansa)

ROMA – Fabrizio Corona alla lettura della sentenza esulta stringendo i pugni, accennando saltelli, mulinando gli avambracci in un “e vai!” di quelli da stadio quando la tua squadra va in rete. Fa gran festa Fabrizio Corona con gran mimica insieme da curva e da salotto televisivo. E’ stato assolto Corona per festeggiarsi così? Sì, è stato assalto dall’accusa di aver accumulato e nascosto denaro “sporco”, denaro proveniente da attività illecite e criminali.

Gran festa fa lui, gran festa fa l’avvocato, gran festa fa la fidanzata che davanti ai microfoni delle televisioni croniste commenta “è un uomo speciale, merita la libertà”. E presto Fabrizio Corona avrà la libertà perché le accuse per cui rischiava cinque (altri) anni di condanna sono cadute, perché i soldi che nascondeva non li aveva fatti chissà come, erano invece secondo la Corte che l’ha giudicato pagamenti per il suo lavoro.

Gran festa fa Fabrizio Corona, il suo avvocato, la sua fidanzata e alla gran festa si accodano e uniformano gli un po’ eccitati cronisti. Infatti le cronache della sentenza intessono intorno a Corona assolto un abitino se non da vittima (ruolo difficile da far vestire a Corona) di certo da fulgido protagonista. Insomma la news è intonata al classico “ce l’ha fatta”. Un’aureola di rinnovato successo, stavolta nell’aula di giustizia, accompagna la narrazione del Corona esultante in diretta.

Ci sarebbe un particolare: Corona Fabrizio è stato anche dalla stessa Corte e dalla stessa sentenza condannato ad un anno di pena. E perché mai? Perché i soldi che nascondeva (più o meno tre milioni di euro tra quelli nel controsoffitto e quelli in cassetta all’estero) non erano da sentenza “sporchi” ma erano certamente “neri”.

Erano pagamenti a Corona per le sue ospitate certo ed altrettanto certamente erano pagamenti rigorosamente in nero. Corona non dichiarava un euro al fisco, religiosamente non pagava tasse e per questo nascondeva, inguattava pacchetti di banconote dove poteva.

Ma questo particolare non turba tanto l’atmosfera delle cronache e tanto meno raffredda l’esultanza di Corona, avvocato, fidanzata…estimatori e simpatizzanti. L’umore pubblico quasi, anzi senza quasi, sorride alla “mascalzonata” che che reato vuoi che sia? In Italia nascondere soldi al fisco è formalmente peccato veniale e sostanzialmente pratica accettata in un generale e assolutorio si fa ma non si dice.

Fabrizio Corona è stato colto a farsi pagare in nero milioni e a nasconderli al fisco, e allora? Poca roba. Più sostanza vi è nel racconto e nella percezione della gente nella sua assoluzione. E quindi più che legittima è in ogni senso la festa che Corona fa a se stesso e i festeggiamenti che gli si fanno microfoni e telecamere alla mano: ce l’ha fatta, esca di galera, ha solo rubato soldi al fisco!

Post scriptum: due domande, tra il goffo e l’ingenuo e lo snob e il disperato.

Prima: perché farsi pagare in nero per milioni e nascondere, occultare i soldi al fisco “costa” a Fabrizio Corona un anno di pena e intercettare, mettersi in tasca i soldi di Berlusconi “costa” ad Emilio Fede tre anni e mezzo di pena? Forse perché i soldi pubblici valgono meno di quelli privati e quindi la legge punisce più severamente il danno ai soldi privati rispetto al danno ai soldi pubblici?

Seconda: Fabrizio Corona accumulava secondo le sue stesse ricostruzioni circa quarantamila euro al giorno/notte che gli pagavano in massima parte gestori di locali ed esercizi commerciali in cambio di una presenza a bottega. Tanti facevano così e così pagavano, più o meno diecimila una mezz’ora, cinquanta o centomila una serata. La domanda è sono imprenditori che bene investivano o sciocchi da cui inesorabilmente il denaro si separa?

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