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Foodora: ai postini 4 euro l’ora e neanche sicuri

La foto di di Alessandro Camilli

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ROMA – Foodora, il nome è l’abbraccio in italo-inglese di cibo e subito, insomma il cibo subito a casa tua. Tu chiami e arriva un postino del cibo. Bussa, tu paghi per la pizza o quel che è. Lui, il postino, è arrivato in bicicletta e in bicicletta se ne va. Se non gli dai tu la mancia, lui, il postino, come è pagato per il suo lavoro?

Ovviamente neanche ci pensi, non è affar tuo, affar tuo è che il cibo arrivi, quello che hai ordinato e arrivi in fretta dopo l’ordinazione. Se sei gentile, appunto una mancia. Altrimenti ovviamente neanche ci pensi a chi lo paga e come lo paga e quanto lo paga. Occorre essere dunque grati a Foodora (azienda, impresa, società…quel che è) per averci dato un’informazione che ignoravamo.

Un’informazione che è nel suo piccolo (mica tanto piccolo) un saggio di come si veste una cosa vecchia quanto il mondo (pagare poco, pochissimo, possibilmente niente chi lavora) con i panni della nuovissima e inarrestabile sharing economy niente meno. L’economia condivisa niente meno messa a cappello dell’antichissimo cottimo e dell’eterno quanto beffardo ti facciamo un piacere a farti lavorare. Avrebbe detto Totò: “Ma mi faccia il piacere…”.

Ecco, non fosse stato per la dirigenza Foodora, ora non sapremmo che i suoi postini rider in bicicletta Foodora prima li pagava con un forfait su ogni consegna che comprendeva anche una quota minima, davvero minima, del tempo che stavano fermi per assenza di chiamate e ordinazioni. Ma Foodora ha deciso che ora non è tempo da retribuire il tempo che non pedali. Quindi postini del cibo pagati solo a chiamata e se stanno fermi e a disposizione peggio per loro. Foodora vertice infatti ha spiegato che questo è “il lavoro del tempo libero”. Quindi mica si vorrà essere pagati sul serio?

Tradotto in soldi, prima il postino del cibo se faceva tre consegne in due ore incassava, tenetevi forte, 10,08 euro e centesimi spicci. Ora, con la riorganizzazione Foodora tre consegne in due ore fanno paga di 8,1 euro. (Le specifiche nell’articolo su La Stampa di Paolo Coccorese).

Quattro euro l’ora e neanche sicuri e in cambio non solo porti il cibo ordinato, non solo regali il tuo tempo e la tua disponibilità tra una chiamata e l’altra della app aziendale, in cambio dai anche la possibilità di essere monitorato e cronometrato nei percorsi perché se sei troppo lento…

Sharing economy? Economia condivisa? Facciamo lavoro a cottimo sotto pagato? Ecco, suona peggio ma illustra meglio. Cara Foodora niente di male in sé a proporre lavoro a cottimo e neanche a pagarlo una miseria, non è reato. Però prenderci in giro noi e soprattutto quelli che per Foodora lavorano, con due paroline in inglese, questo no, questo non è…diciamo elegante?