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Fuorigioco: scienza (?) dice donne lo capiscono. Ma quando mai?

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ROMA – Fuorigioco, quella regola del gioco del calcio che dice la palla passa agli altri quando uno/a della tua squadra la palla la riceve da un compagno/a stando avanti a tutti gli avversari tranne il portiere. Detto altrimenti, non ti puoi mettere fisso davanti al portiere e alla porta avversari e stazionare lì. Gli altri, quelli dell’altra squadra si muovono avanti e tu finisci in fuorigioco, gli arbitri e i guardalinee (stanno lì apposta) fischiano (se lo vedono il fuorigioco) e la palla passa per via di punizione alla squadra avversaria.

Perché tu sia in gioco tra te e la linea di porta avversaria ci devono essere almeno due giocatori avversari appunto (di solito uno è il portiere). Il difficile del fuorigioco è che vale (o non vale) lungo una linea immaginaria che taglia tutta la larghezza del campo. Per evitarlo ti devi muovere, correre, cambiare posizione. Gli altri proveranno sempre a metterti in fuorigioco muovendosi in avanti. Tutti insieme però, perché se sbagliano i tempi tu resti in gioco. Capito? Certo che hai capito, se sei uomo. Gli uomini che guardano e giocano il calcio passano una discreta fetta della loro settimana a discutere, con competenza, se era fuorigioco o no. Anzi, il fuorigioco lo vedono in contemporanea agli arbitri, allo stadio e anche in televisione. Magari da tifosi lo chiedono quando non c’è o viceversa. Ma lo sanno, lo vedono, lo capiscono… se sono uomini.

Bene, contro questo “se sono uomini” è stata fresca fresca schierata una ricerca condotta dalla psicologa Gi Bosco dell’Università di Torino. Ricerca che ha avuto risonanza, gli esiti pubblicati sul Time e sul Daily Mail. La ricerca è presto detta: quaranta bambini di nove anni messi ad arbitrare immaginarie partite di calcio, magari al subbuteo. Bene, i bambini maschi hanno indovinato 70 volte, le bambine 59 volte. Ne deduce la ricercatrice che anche le bambine capiscono il fuorigioco. Aggiunge che la differenza sta nel fatto che alle bambine di solito del calcio frega poco o nulla e che quindi non è che non capiscano il fuorigioco, non capiscono il calcio. Se al calcio le applichi capiscono anche loro, un po’ meno magari.

A tale scientifici risultati ( ci voleva la scienza per testare, sperimentare e dedurre che il calcio è fin dai bambini gioco soprattutto maschile?)  perviene niente meno la ricerca. Che fa titolare a La Stampa: “Smentito pregiudizio storico, il fuorigioco è anche per le donne”. Troppa grazia sant’Antonio…quanta enfasi. E quante energie intellettuali profuse…a dispersione.

Il fuorigioco è anche per le donne? Davvero? Ma quando mai…Provateci con la vostra compagna, amica, moglie, zia, cugina, mamma. Provateci a casa, su Facebook, allo stadio…Provateci e poi mandate il risultati a qualche università. Vi sarà facile mettere in palese, enorme fuorigioco chi sostiene che il fuorigioco è femmina.