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Gabriele Defilippi fidanzato maestrina Sanremo. Un brivido..

La foto di di Alessandro Camilli

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IVREA –Gabriele Defilippi e Gloria Rosboch…Gloria era, così ce la raccontano, una donna fuori dal tempo e dal mondo. Con i suoi vestiti a sbuffo e con la sua ingenuità estrema. Con la sua vita tutta in casa dei genitori fino a quasi cinquanta anni. Con il suo consegnare quasi 200 mila euro a uno che dice: poi andiamo a vivere insieme in Costa Azzurra. Insomma possiamo pensare che Gloria sia stata una donna particolarmente sfortunata in vita, qualcosa che nella sua drammaticità non è usuale, non è di tutti i giorni.

E certo non usuali sono Gabriele Defilippi e Roberto Obert tra loro amanti, uno l’assassino e l’altro il complice o viceversa o entrambi ideatori di un delitto premeditato e feroce. L’ambiguità , la violenza, la marginalità…no, non sono i due gente “normale”. E tanto normale, ordinaria non ci appare nelle cronache neanche Caterina Abbatista, la madre di Gabriele che Gabriele lo copre dicendo almeno una bugia ai Carabinieri, dicendo che è in casa mentre non c’è, in quella casa dove non c’era neanche lei dopo aver detto che c’era eccome.

No, i quattro (la vittima, gli assassini, la madre) sembrano appartenere ad una umanità dell’eccesso nella mala sorte, ingenuità, violenza, bramosia…Poi d’improvviso veniamo a sapere che Gabriele Defilippi è stato per non poco tempo il fidanzato della maestrina di Sanremo, sì Sanremo il Festival, il fidanzato di Marzia Lachello…E allora…allora un brivido: allora non è l’Italia dei “mostri”, è l’Italia vera.

Un amante di 30 anni più vecchio, la casa condivisa con la mamma e una sessualità che a seconda dei punti di vista può essere definita estremamente libera o ambigua. E poi le truffe, i raggiri e i ricatti; e ancora i mille profili sui vari social network e una voglia disperata di denaro. Ingredienti che portano all’omicidio di un’insegnante di mezza età che sembrerebbe non aver mai avuto grilli per la testa ma che si è lasciata sedurre da un giovane studente, e poi all’occultamento di cadavere, gettato in un pozzo, e ad altre bugie. Ingredienti che sanno di storia di mostri, pazzi assassini quasi da pellicola più che da vita reale. Invece i mostri sono reali, così reali che ‘il cattivo’ di questa storia è stato, non molto tempo fa, il ‘principe’ di un’altra insegnante incensata niente poco di meno che in quel di Sanremo. E questa è la cosa che fa più paura: scoprire come quello che consideriamo mostruoso possa essere incredibilmente vicino.

Guardarsi dentro, correre il rischio di scoprire che il Male, quello con la M maiuscola può nascondersi dova mai si sarebbe sospettato, genera paura da sempre. Tanto nei singoli che nelle comunità di umani. Accadono però a volte storie, anzi delitti, che lo ricordano. In questo caso la storia che riporta alla schiena quel brivido è la storia di Gabriele Defilippi, della sua ex insegnante Gloria Rosboch, di Roberto Obert, amante di Gabriele, e di una serie di altri personaggi tra cui la mamma di quest’ultimo. Una storia in cui la Rosboch è la vittima, sedotta, raggirata e uccisa.

Sedotta da un suo ex studente, lei che a scorrere le cronache che han provato a ricostruire il suo profilo non si era forse mai concessa uno strappo alla regola, lei insegnate di francese che, raggiunta la mezza età, viveva una vita assolutamente ritirata. Un ritratto stranamente simile a quello della madre di Gabriele, che nella storia veste i panni del cattivo, anzi cattivissimo, e che come l’insegnate di francese sembra essere una donna che la vita l’ha subita, più che vissuta.

E poi c’è Obert, 53 anni, oltre 30 da operaio specializzato in una ditta del Bergamasco che viveva anche lui con la madre: la spalla del cattivo, ovvero l’amante di Gabriele. L’ex studente infatti, mentre seduceva donne sole per ricattarle – pare fosse una pratica abituale stando ai riscontri degli inquirenti -, aveva una relazione con l’ex operaio e sui social network si presentava a seconda dei casi e dei profili come uomo o come donna, come Gabriele o come Gabriella. “Gelido, disumano”, lo ha definito il procuratore capo di Ivrea, “è in grado di convincere le persone a fare ciò che desidera”.

Il ritratto, chiaramente, di un “mostro”. Un mostro che era anche mezzo pazzo, o almeno su questo sembra voler puntare la difesa con l’avvocato Pierfranco Bertolino che ha dichiarato: “Sicuramente la sua personalità andrà analizzata, qualche problema ce l’ha”.

Eppure quella rassicurante pazzia che rende i mostri meno spaventosi in quanto diversi, e quindi teoricamente riconoscibili, non è che una maschera. Gabriele, il ragazzo dai mille profili e della mille personalità, il ragazzo che voleva andare in America perché solo lì, credeva, avrebbero compreso i suoi talenti, uno che non lavorava né studiava e l’unica cosa cui sembrava tenere era il suo aspetto e le sue serate, lui aveva conquistato il cuore di Marzia Lachello e aveva avuto con lei una storia.

E la Lachello altri non è se non la maestra della scuola più piccola d’Italia a Ceresole, nota a tutti per aver partecipato al Festival di Sanremo. Lei, 33 anni, ha avuto una relazione con Gabriele nei primi mesi del 2013 quando andò anche a vivere nella casa di lui e della madre a Castellamonte. “La maestra di Ceresole era infatti – racconta Repubblica – l’insegnante di sostegno del fratello minore di Gabriele. Secondo la ricostruzione degli investigatori l’interesse di Defilippi per la maestra di Ceresole, nota a tutta Italia per aver partecipato al Festival di Sanremo, potrebbe essere stata l’azienda del nonno. Nel giugno del 2013 Marzia aveva interrotto la relazione con Gabriele che aveva finito per far saltare il suo matrimonio. La maestra è tornata nel Canavese, a poche decine di chilometri da Castellamonte, nel 2014, dopo un periodo di alcuni mesi trascorso in Liguria”.

La maschera in questo caso non ha evidentemente funzionato, forse perché i “mostri” non sono così diversi da noi.