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Gabriele Defilippi sciupa quarantenni: no matto, lucido da..

La foto di di Alessandro Camilli

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ROMA – Gabriele Defilippi non è matto, anche se il suo avvocato difensore comprensibilmente prova anche questa strada, anche se certa televisione (quella del pomeriggio sulle reti generaliste), certo web e certo facebook tentano lo storytelling del ragazzo turbato e vittima sin da piccolo e oggi assassino quasi inconsapevole di sé che “vuole solo morire”.

Perché Gabriele Defilippi matto non è lo si evince e deduce dai suoi comportamenti prima, molto prima, durante e dopo l’assassinio di Gloria Rosboch. Per il prima molto prima lasciamo la parola a Massimo Gramellini che su La Stampa scrive: “Un ingannatore seriale tutto può essere tranne che matto. Un manipolatore inesausto di uomini e donne tutto può essere tranne che matto. Uno che ha la lucidità di individuare signore fragili, il talento nel sedurle e la ferocia per piegare il loro bisogno di affetto ai propri fini tutto può essere tranne che matto”. Lucidità, talento, ferocia. Pianificazione, scaltrezza, reiterazione. Altro che follia.

Però-coglie Gramellini- “Intorno a questo Gabrile Defilippi si sta mettendo in moto il frusto copione di troppe tragedie nostrane: il tentato suicidio dimostrativo, il desiderio conclamato di farla finita, lo scaricabarile sul complice. Aspettiamoci un secondo tempo a base di pentimenti e ravvedimenti miracolosi, per la gioia degli immancabili fan. Se non riescono prima a farlo passare per matto, col tempo diventerà un divo”.

Giusto, non si può dir meglio di quanto ha fatto Gramellini. Con però un particolare, un dato aggravante: sarà anche “frusto” il copione ma funziona. Quindi sarà il caso di ricordare alcuni momenti della lucidità di Gabriele Defilippi, comprovata lucidità.

Lucido da spogliare Gloria Rosboch già cadavere ma togliendole solo pantaloni e giacca. Una scelta perfettamente lucida: Gabriele aveva appreso da giornali e televisione che Massimo Bossetti era stato tradito secondo l’accusa anche dai frammenti di tessuto di leggins di Yara rimasti impigliati nei sedili del Ducato (La Stampa, articolo di Massimo Numa e Alessandro Previati).

Dunque lucidamente si tolgono e poi si fanno sparire gli abiti che avevano avuto contatti con le superfici della macchina dove Gloria è stata strangolata e poi si porta la macchina a lavare per maggior sicurezza.

E lucidamente si distrugge preventivamente il proprio I-phone e lucidamente si usano le ore successive al delitto per un percorso ancora da chiarire che suggerisce agli inquirenti sospetti sul ruolo di Caterina Abbatista, la madre di Gabriele, e di Sofia Sabouth, la fidanzata per un certo periodo non si sa fino a quando che ha casa in zona e ora è in Marocco). Si sospetta che le due donne possano aver aiutato e coperto, sia pure con diversissime responsabilità, notevoli per la madre, minime per la fidanzata.

Di certo lucidamente Gabriele depista e resta sul vago sulle ore immediatamente successive al delitto.

Lucido nel dopo delitto. Lucido nei mesi e anni precedenti. Lucido nel mollare, dopo averla sedotta e portata in casa in custodia della mamma, la maestrina di Sanremo. Aveva lucidamente appurato che non c’erano soldi in tasca alla maestra della scuola più piccola d’Italia.

Lucido nel convincere Efisia Rossignoli ora indagata per truffa a spacciarsi al telefono per la inesistente dottoressa De Martino che al telefono appunto dice a Gloria Rosboch che “i soldi sono al sicuro in banca”. I soldi, quei 187 mila euro che Gabriele si è fatto dare da Gloria raccontandole di un’agenzia di broker immobiliare in Costa Azzurra che ovviamente non esiste.

Lucido Gabriele nel fornire a Efisia un telefono con una scheda intestata a un cittadino cinese per fare la telefonata della dottoressa De Martino. Lucido nel non dire una parola su dove sono finiti i soldi.

Lucido, lucidissimo nell’individuare gli obiettivi, diciamo pure le prede: Gloria Rosboch una quasi cinquantenne fuori dal tempo e dal mondo, incredibilmente ingenua come i suoi abiti a sbuffo, Efisia Rossignoli, 44 anni cameriera in ristorante, la maestrina del piccolo paese…

Pianificazione degli obiettivi, come quando si sceglie che banca rapinare o che appartamento svaligiare. Gabriele Defilippi svaligiava e rapinava quarantenni con metodo, programmazione e lucidamente con sempre lo stesso modus operandi. Un professionista, altro che matto.