Alessandro Camilli

Glutine: 6.500 prodotti senza. Tutti celiaci? No, sono 600mila, gli altri…

Glutine: 6.500 prodotti senza. Tutti celiaci? No, sono 600mila, gli altri...

Glutine: 6.500 prodotti senza. Tutti celiaci? No, sono 600mila, gli altri… (foto Ansa)

ROMA – Glutine fa male solo ai celiaci, cioè solo a circa 600 mila italiani cui è stata diagnosticata o potrebbe essere diagnosticata appunto la celiachia (la stima di 600 mila è la proiezione delle diagnosi accertate sul totale della popolazione).

Ma sempre più italiani si vanno convincendo che il glutine fa male e basta. Si sbagliano, il glutine nocivo o dannoso per tutti non sta né in cielo né in terra. Si sbagliano, pensano di essere attenti alla loro salute evitando il glutine e invece inseguono solo un fake di successo para nutrizionista. L’industria alimentare non ci sta tanto a pensare sopra, vede che la fuga dal glutine genera domanda ed è arrivata a sfornare 6.500 prodotti senza glutine appunto, uno ogni dieci celiaci, veri celiaci.

Trecento tipi di biscotti senza glutine in commercio e 600 tipi di pasta senza glutine e 50 tipi di taralli e 40 tipi di panettoni e birre, cotolette e olive ascolane…c’è sugli scaffali di tutto e di più per chi ha il problema o la fobia del glutine. Sugli scaffali, già quali scaffali?

Quelli delle farmacie soprattutto, anzi no. Probabilmente non tutti, tranne i celiaci veri, sanno che lo Stato sussidia con soldi pubblici l’alimentazione dei celiaci. Circa 140 euro al mese vengono dallo Stato a ciascuno celiaco per l’acquisto di prodotti adatti alla sua patologia. Si tratta di andarli a prendere ovviamente in farmacia. Siamo però in Italia e l’Italia è il luogo dove maggiore è l’assistenza pubblica e maggiore è la procedura per ottenerla. I 140 euro al mese per i celiaci che sono un bel sostegno che altri in Europa si sognano si ottengono dopo slalom tra burocrazie e dispositivi e costi (a complicare la vita sono soprattutto le Regioni).

Così che le migliaia e migliaia di prodotti per i celiaci sono e stanno emigrando sugli scaffali dei supermarket dove, grazie ai meccanismi della grande distribuzione, costano talvolta perfino di meno che in farmacia.

Comunque questa bizzarria del dove e come si vendono e comprano i prodotti senza glutine è nulla di fronte alla maxi bizzarria di milioni e milioni di consumatori italiani che chiedono, e pagano, mangiano, e vogliono, cibi deglutinizzati, cioè privi di qualcosa che a loro non farebbe alcun male se non quello di rendere più consistenti e gustosi la pasta, il pane e via infornando.

La bizzarria alimentare giunge al paradosso di milioni di consumatori che rassicurano se stessi di mantenersi in salute cibandosi senza glutine ingerendo alimenti che pur di non avere il temuto ingrediente in qualche modo lo sostituiscono con conservanti e additivi. Ma al consumatore salutista (non salute vera ma quella scimmiottata figlia dell’ignoranza informata) non importa, lui è in guerra contro il glutine, di questo ha sentito che fa male, in tv o sul social. Del resto non sa, non vuol sapere.

Circa 6.500 prodotti senza glutine in commercio per 600 mila celiaci veri. Tutti celiaci in Italia dunque? No, un sacco di matti che giocano a fare i saggi e sapienti in farmacia e al supermarket (e anche altrove ma questo è altro discorso).

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