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Islam: no mano a maestre, Svizzera: no cittadinanza. Giusto!

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ROMA – Islam, musulmani, una famiglia musulmana che fugge dalla Siria trenta anni fa e arriva in Svizzera nel 2001 e qui, in Svizzera, ottiene, come è giusto, asilo. E’ una famiglia numerosa, molte figlie e figli. Le femmine appena adulte papà e mamma le rispediscono in Siria. Non perché nel frattempo la Siria sia diventata un luogo più sicuro, anzi. Ma evidentemente per mamma e papà nulla è più pericoloso e disdicevole che tenere figlie femmine in Europa. E i figli maschi?

I figli maschi vanno a scuola, in Svizzera. Svizzera dove usa che gli studenti stringano la mano all’insegnante. Ma qui per la famigliola musulmana, il papà fa tra l’altro l’imam, c’è un ostacolo, insormontabile: le maestre cui stringere la mano sono niente meno che femmine! Un musulmano che si rispetti non tocca una donna, a meno che non sia una parente stretta. Altrimenti si contamina, contagia, compromette, sporca…perché la donna è ricettacolo e fonte di perdizione e impurità. Che le cose stiano così ai due adolescenti, 14 e 16 anni, non glielo ha detto solo papà.

Quando la storia del rifiuto musulmano a stringere la mano alle maestre femmine è diventata pubblica, il Centro Islamico svizzero ha confermato, anzi rincarato: un buon musulmano quella cosa schifosa non la fa! Anzi i saggi musulmani di Svizzera hanno fatto la faccia offesa rispetto a questi europei provocatori: “Dopo Colonia ci hanno detto di non toccare le donne europee, adesso ci dicono di toccarle”. Lamentela nella quale è difficile misurare se ci sia più cattiva fede o repressione, disturbo, morbosità .

Per i saggi musulmani di Svizzera palpeggiare con la forza, strappare gonne, pantaloni, infilare mani nelle mutande, giocare allo stupro di massa è “toccare donna” come stringere la mano di una maestra donna. Ci sono o ci fanno?

La famigliola dei maschi che non stringono mani di donna estranea aveva in corso una richiesta e un processo di naturalizzazione, insomma avevano chiesto e stavano per ottenere la cittadinanza svizzera. Ora gli svizzeri gliel’hanno bloccata questa cittadinanza. E non è ritorsione, punizione. E’ solo una doverosa conseguenza, una presa d’atto. Se c’è chi rifiuta, respinge, disprezza il valore dell’eguaglianza degli esseri umani indipendentemente  dal e dalla religione, se c’è chi vuole affermare che la donna è impura e non merita di essere toccata, questi non può essere cittadino di un paese europeo. Non può perché non vuole esserlo ed è giusto che non lo sia.

E chiunque da qualunque pulpito laico o religioso dovesse gridare alla discriminazione, alla cultura altrui cui far posto in casi come questi sbaglierebbe di grosso e lavorerebbe solo per i tanti Salvini d’Europa. Il rifiuto di toccare una donna perché donna è essere impuro non è una tradizione, una usanza…è razzismo puro praticato nei confronti di un genere ritenuto inferiore. Equivale a non voler toccare un ebreo, un negro. Non i vede proprio perché razzismo se targato islam debba essere sdoganato in Europa. La tolleranza verso queste forme di razzismo è ferita inflitta ai diritti umani e civili. E l’eguaglianza degli umani qualunque sia il è sì un valore occidentale ma questo non limita la sua applicazione. Perché, si abbia l’orgoglio di dirlo, è un valore migliore e più civile di quelli con cui l’islam mortifica la donna.