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L’Aquila: scie chimiche al Consiglio Comunale

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ROMA – L’Aquila, scie chimiche al Consiglio Comunale. Sì, proprio le scie chimiche, proprio quelle. E proprio un Consiglio Comunale a farsele venire in testa e a pasticciarci con gesti e parole. E proprio il Consiglio Comunale di quella città, L’Aquila, che ha sofferto il terremoto e che forse da questo trauma ha tratto ostilità e rancore verso la scienza, ogni scienza e disciplina, che non l’abbia salvata dal sisma. Succede, accade che se viene colpito da una grave malattia poi diffidi dei medici, li vedo come nemici e ti affidi invece agli amici, ai nuovi amici santoni, guaritori…

O invece è solo un problema di infermieri che purtroppo nessuno ha chiamato a sedare le parole eccitate di Ermanno Giorgi che del Consiglio Comunale de L’Aquila è vice presidente (di che partito, lista o schieramento sia Giorgi le cronache non dicono, provate a indovinare voi). Dice Giorgi: “Le pressioni Nato su scienza ufficiale e stampa…gli accordi internazionali...le scie chimiche appaiono dopo precisi accordi politici…irrorazioni quotidiane di nano tecnologie, nano particelle, batteri e virus geneticamente modificati per indurre modificazioni dell’ambiente e della coscienze umane…”.

Insomma governi e alleanze militari (sembra in particolare per quel che riguarda l’Italia Berlusconi e Bush) si sono segretamente accordati per rilasciare nell’atmosfera la qualunque (purché ovviamente ogm) per…Per cosa tanto bene non si sa. Inquinare? Ma che ci guadagnano governi e militari a inquinare? Chi lo sa, però vedrai che magari inquinano per poi guadagnarci pulendo. Macché inquinare, irrorano per dominare i cervelli, per gripparli da dentro. E questo, dato il numero crescente di avvistatori di scie chimiche colme di batteri e virus e nano tutto, sembra già più credibile, quasi provato. I cervelli grippati aumentano, eccoli qua.

Quel che non ci si aspettava è che fossero di casa, ufficialmente, in un Consiglio Comunale. Il 19 del mese a L’Aquila convegno sulle scie chimiche annunciato e propagandato dal seguente manifesto.” Per la prima volta dopo 10 anni di irrorazioni quotidiane un Consiglio Comunale coglie il problema e decide di ascoltare le voci della associazioni e dei liberi ricercatori. E Tu come puoi ignorare tutto questo?”. Sul manifesto il logo del Consiglio Comunale de L’Aquila che patrocina l’evento.

Spiega ancora l’articolista del Corriere della Sera Paolo Virtuani che l’appoggio al convegno da parte del Consiglio è l’esito di una complessa vicenda d’aula, di manovre fallite, di beghe non chiarissime. Resta che “per la prima volta” i ricercatori “liberi” sono quelli delle associazioni e gli altri scienziati sono tutti venduti o bugiardi. E che le associazioni sono ad esempio la Rip (Riprendiamoci il pianeta), il simpatico, ma non innocuo, club di quelli che si sentono irrorati ogni giorno dalle nano particelle della Nato. Col timbro del Consiglio Comunale. E, ripetiamo, nell’assoluta e deplorevole assenza di infermieri.