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Lino Bottaro: “Leucemia è nuova vita, Eleonora uccisa da giudici e medici”

La foto di di Alessandro Camilli

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ROMA – Lino Bottaro è, anzi era, il padre di Eleonora Bottaro morta a 18 anni di leucemia. Fino a che è stata minorenne, papà Lino e mamma Rita hanno negato ai medici il consenso a far curare la figlia con la chemioterapia. Presumibilmente, quasi sicuramente, la figlia Eleonora era d’accordo con loro. E’ stata una scelta consapevole. Discutibile, forse fatale. Ma certamente libera e consapevole. I medici che non hanno potuto curarla sostengono che quattro su cinque Eleonora si sarebbe salvata, dicono che questa è la percentuale oggi di guarigione nei casi analoghi al suo. La famiglia Bottaro non ci ha creduto, ha creduto che la chemioterapia fosse solo sofferenza.

E sin potrebbe chiudere qui, fosse stata solo la scelta di una famiglia di rifiutare cure ritenute inutili e dolorose. Fosse stata solo la drammatica ma rispettabile scelta di accettare di morire invece che sottoporsi a terapie. Ognuno libero di gestire la sua vita e la sua morte. Ma non è stato solo questo, proprio no. E’ stato anche e soprattutto altro. E’ stata militanza, ideologia, guerra alla medicina, predicazione di verità, salute e salvezza alternative. Ne fa fede l’intervista concessa da Lino Bottaro al Corriere della Sera, un manifesto ideologico, una campagna militante in poche frasi.

Ecco quella chiave, la frase architrave dell’ideologia: “La leucemia è una nuova fase vita, chi la supera diventa uomo nuovo, chi non la supera muore”. Nessuna scienza o disciplina medico-biologica concorda con questa frase, con l’affermazione che la leucemia sia uno dei sistemi biologici con cui l’umano affronta la prova della rigenerazione. Dietro e dentro questa frase c’è l’idea che la malattia in quanto tale non esista e che sia solo una manifestazione della creatività, talvolta nefasta, dell’organismo. Nessuna scienza, nessuna disciplina medico-biologica, ma una ideologia peraltro nota. Ideologia perché sicura di se stessa, convinta di combattere una battaglia di valori, certa della sua superiorità etica, sdegnosa della verifica empirica.

Ideologia che Lino Bottari non pratica a caso e saltuariamente. Eccolo mentre denuncia gli “sciacalli del sistema che adottano sempre lo stesso metodo di denigrazione contro Ryke Geerd Hammer, Gerson, Di Bella, Simoncini”. Li conosce e li difende tutti Lino Bottaro, li ha letti, studiati, condivisi. E’ un militante informato. Un soldato, anzi un ufficiale dell’ignoranza informata. La scienza degli altri da ignorare, informatissimi sulla predicazione/teoria dei guaritori/smascheratori.

Ideologia che è in lotta e che attacca: “Eleonora è morta per colpa della pressione dei Tribunali e dei medici, violentata dagli esperti che volevano metterle le mani addosso…”. Sì, violentata usa proprio questa parola Lino Bottaro. Violentata e non altra parola a suo dire dai medici e giudici da cui è dovuta fuggire. Fuggire in Svizzera “dove le davano cortisone e vitamina C e quando è tornata stava benissimo…prima degli anatemi che ‘hanno uccisa”.

Leggere e rileggere: leucemia nuova fase di vita che dunque non si cura, si affronta. Sistema medico sciacallo, giudici e medici che violentano, “tumore…ad esempio quello al polmone viene dalla paura di morire, il nostro corpo è perfetto e se promuove un tumore è solo per dare una nuova funzione…”. Non importa quanto siano ascientifiche, antiscientifiche, “magiche” queste affermazioni. Non importa se Lino Bottaro ci crede, se siano la sua fede, la sua religione. Sua e della sua famiglia. Non importa, non importerebbe, se fosse qualcosa di simile, assimilabile ad esempio ai testimoni di Geova che rifiutano le trasfusioni di sangue.

Importa che qui ci sia qualcosa di più, di molto di più. I testimoni di Geova se il loro congiunto non trasfuso muore non dicono sia stato ucciso da chi voleva fargli la trasfusione. I testimoni di Geova non dichiarano sciacalli in eterno maligno complotto intenti chi non ha la loro fede…Invece il culto dei Lino Bottaro questo predica e pretende: di qua gli uomini buoni che hanno ricevuto la rivelazione contro il sistema, di là  i bugiardi, i violentatori, i complottisti…Insomma di qua la fede con i suoi profeti, di là il maligno.

Il culto, lo stesso culto, analogo culto pretende e ingiunge non la libertà sacrosanta di non mangiare nulla di animale ma la condanna etica di chi mangia carne. Lo stesso culto esige che i vaccini siano imbroglio e truffa, che chi vaccina sia untore. Lo stesso culto, analogo culto da secoli, millenni conquista e pervade chi coltiva il suo diritto esigendo diventi il dovere altrui, chi stabilisce che la propria convinzione, il proprio “etico” valore sia la salute del mondo e l’altrui pensiero e azione non possa che essere la dannazione del mondo.

Stavolta il culto ha voluto il tumore e la leucemia come riti di passaggio nella vita e medici e giudici violentatori di una consorella nella fede. La domanda, la vera domanda, la giusta domanda non è se i Bottaro avessero il diritto di pensare così, ce l’avevano. E neanche se avessero il diritto di agire così. Una famiglia travolta dalla morte per ictus nel 2012 di un altro figlio ha probabilmente anche il diritto di trovare insensato senso alla sua tragedia nel pensiero che il tumore in Eleonora sia insorto a seguito di quel trauma. Chi può dire, misurare?

E neanche se questo pensare avesse diritto a un sacrificio, il sacrificio della possibilità di una vita è la domanda più angosciosa. E neanche la domanda vera è se si abbia la consapevolezza di credere ad uno, Hammer, che sostiene gli ebrei abbiano sempre saputo che il tumore non è quel che sembra e che quindi si curino, anzi non si curino di conseguenza, tenendo però in piedi il complotto delle cure d’accordo con Bigpharma. E neanche se si abbia la spudoratezza di credere a roba come questa. E neanche se roba come questa possa contribuire a operare perché diminuiscano le possibilità di sopravvivenza di tua figlia…

La vera domanda è: quanti sono i Lino Bottaro tra noi?