Blitz quotidiano
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Luna “grossa” aiuta i terremoti, un po’ sì. Troppe coincidenze

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ROMA – Terremoti e Luna. L’idea che quel che accade in cielo possa influenzare quel che accade sulla Terra è un’idea che ha sempre esercitato una fortissima fascinazione sull’uomo. Una fascinazione che porta e ha portato a conclusioni ingenue, come quella secondo cui chi nasce sotto questo o quell’altro segno debba avere in dote determinate caratteristiche, e anche a conclusioni semplicemente folli, come quella secondo cui la legge sulle unioni civili possa scatenare movimenti sismici. Qualche volta però ha anche fatto centro. Che i grandi eventi sismici possano essere legati alle fasi lunari, è infatti una teoria che trova sempre più conferme.

Luna “grossa” aiuta i terremoti. Ci sono troppe coincidenze tra la vicinanza del satellite alla Terra e il verificarsi di grandi sismi. Troppe per essere solo coincidenze. Qualcuno ha anche provato a stimare “l’aiuto” che la luna “grossa” dà al terremoto nella sua nascita e forza: tre per cento. Dunque non è la Luna che fa il terremoto, che lo provoca. Ma che lo aiuti a nascere e crescere è ormai quasi un dato scientifico.

Terremoti e Luna dunque legati, con i primi se non generati almeno aiutati dal nostro satellite. Non c’entra la magia come non c’entrano la superstizione, i lupi mannari e tutte le altre favole che la Luna ha da sempre ispirato. E’ invece una questione assolutamente scientifica e scientificamente spiegabile. La relazione tra Luna e terremoti sta infatti tutta all’interno del concetto di forza di gravità e nel come le gravità dei diversi corpi celesti influenzi la vita gli uni degli altri.

Anche Blitz tempo fa, all’indomani del terremoto di Amatrice, aveva raccontato di recenti studi giapponesi e californiani, non a caso due delle realtà che non per scelta ma per geografia più hanno a che fare con i sismi. Teorie che oggi, all’indomani del terremoto decisamente più forte che ha investito la Nuova Zelanda proprio nei giorni della ‘superluna’, tornano agli onori della cronaca.

“La forza di gravità della Luna, quando si trova in determinate posizioni rispetto al nostro pianeta, può deformare la crosta terrestre. E innescare terremoti dove l’equilibrio delle faglie era già precario per cause legate alla tettonica – racconta Elena Dusi su Repubblica -. Il contributo della Luna, in una situazione di squilibrio, è quello della goccia che fa traboccare il vaso. Ma il grande terremoto in Giappone dell’11 marzo 2011 (magnitudo 9.1), quello del 27 febbraio 2010 in Cile (magnitudo 8.8) e la scossa seguita da Tsunami a Sumatra il 26 dicembre 2004 (magnitudo 9.3) ‘sono tutti avvenuti in momenti di massimo stress di marea’ hanno confermato a settembre su Nature Geoscience tre sismologi dell’Università di Tokyo guidati da Yoshiyuki Tanaka. Mettendo a confronto tutti i sismi nel mondo di magnitudo superiore a 5.5 degli ultimi vent’anni e la fase lunare in cui sono avvenuti, i ricercatori hanno concluso che ‘i grandi terremoti sono più probabili durante i periodi di forte stress di marea. La probabilità che un piccolo cedimento della roccia si allarghi fino a diventare una rottura gigante aumenta con l’aumentare dello stress’”.

Non si tratta quindi ora di mettersi a studiare il calendario per pianificare emergenze e vie di fuga ad ogni plenilunio. La relazione esiste e gioca un ruolo diretto ma non necessariamente determinante nella dinamica sismica. La crescita del rischio legata alla Luna è stata quantificata fino a un massimo del 3%. Poco quindi, ma moltissimo più di niente e comunque abbastanza per quel ruolo di goccia che fa traboccare il vaso cui si accennava. Dal punto di vista tecnico, a far più paura sono i giorni in cui lo stress di marea è più forte, quando cioè la Luna è piena o nuova. Se poi, come è avvenuto ieri, il satellite si trova anche nel perigeo (il punto più vicino alla Terra) ecco che lo stress di marea diventa ancor più forte. La forza di gravità della Luna però non solleva e deforma solo gli oceani, ma “anche anche il globo terrestre, allungandolo di alcune decine di centimetri con stime che variano da 20 a 50. Movimenti che possono mettere in crisi o rompere le ‘giunture’ più deboli, contribuire a innescare l’energia che faglie sottopressione hanno accumulato, e persino, secondo alcuni, anche generare nuove rotture.

Secondo Laurent Métivier, geofisico dell’Institut Géographique National di Parigi arrivato a conclusioni simili a quelle dei colleghi di Tokyo, “i terremoti avvengono quando lo stress accumulato su una faglia supera una certa soglia. Allora si verifica la rottura. Le maree possono scatenare un sisma solo se la faglia era già prossima al punto critico. Per questo il ruolo di Sole e Luna può essere osservato solo a posteriori, con l’aiuto della statistica. E dopo tanti anni resta ancora motivo di dibattito”. Nonostante questo, è indubbio che scoprire una relazione diretta tra le fasi della Luna e i movimenti della crosta terrestre, e quindi anche i terremoti, ci aiuterà a comprendere meglio i meccanismi che questi regolano. Con la speranza, evidente, di poter essere prima o poi in grado di prevederli.