Alessandro Camilli

Medjugorje, il Papa non ci crede: “La Madonna non fa orario d’ufficio”. Ma il business fa 2,5 milioni di pellegrini

Medjugorje, il Papa non ci crede: "La Madonna non fa orario d'ufficio". Ma il business fa 2,5 milioni di pellegrini

Medjugorje, il Papa non ci crede: “La Madonna non fa orario d’ufficio”. Ma il business fa 2,5 milioni di pellegrini (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Medjugorje, Papa Francesco non ci crede. Non crede, e dice pubblicamente di non crederci, alle apparizioni quotidiane ed ad ora fissa. La Madonna, si trova a ricordare ai cattolici, non fa orario d’ufficio.

“Preferisco la Madonna Madre che non la Madonna capo di ufficio telegrafico che ogni giorno invia un messaggio”. Sembra una banalità, al limite della blasfemia, accostare la Vergine all’impiego della telegrafista. Ma così non è, se proprio il Papa ha sentito la necessità di ribadirlo. Seppur con altre parole Papa Francesco, parlando delle apparizioni di Medjugorje sul volo che lo riportava a Roma da Fatima, ha detto in sostanza che la Madonna non fa orario d’ufficio. Immaginare una divinità, quale che essa sia, che appare ad orari prefissati e scanditi sulla tempistica umana e terrestre, è un’abbastanza ovvia distorsione del divino attraverso la lente delle esigenze terrene.

Non serve un fine teologo per guardare almeno con sospetto ad una simile realtà. Eppure, nonostante questo, intorno a Medjugorje e alle apparizioni mariane che lì avrebbero luogo con straordinaria puntualità e continuità, è nato e prolifera un genuino sentimento che muove migliaia, centinaia di migliaia di fedeli pellegrini: due milioni e mezzo l’anno è il flusso al santuario. Con annesso “indotto” non solo di conversioni ma anche di economici terreni affari.

Il Vaticano, come è prassi in questi casi, ha avviato un’indagine per verificare la ‘bontà’ delle apparizioni e per stabilire se nel santuario bosniaco ci sia il davvero la mano del Divino o se, molto più prosaicamente, solo quello dei classici mercanti nel Tempio. L’indagine, e la discussione intorno a Medjugorje, vanno avanti ormai da anni, praticamente sin dalla prima apparizione del 1981, e la stessa indagine è stata avviata non da questo ma dal precedente Pontefice: Benedetto XVI. Un’indagine che è arrivata a conclusioni che qualcuno potrebbe definire ‘cerchiobottiste’, dando sostanzialmente per vere le apparizioni originali, vale a dire le prime, e bollando come improbabili quelle successive.

“Tutte le apparizioni o le presunte apparizioni appartengono alla sfera privata, non sono parte del magistero pubblico ordinario – sono le parole di Francesco – Per Medjugorje Benedetto XVI ha istituito una commissione presieduta dal cardinale Ruini. Io ho ricevuto il risultato, era composta di bravi teologi, vescovi e cardinali. La relazione della commissione è molto, molto buona. C’erano alcuni dubbi nella Congregazione per la dottrina della fede e il dicastero ha giudicato opportuno inviare a ognuno dei membri della Feria IV – la riunione mensile della Congregazione – tutta la documentazione, anche i pareri contrari alla relazione Ruini. Io ho ricevuto la notificazione un sabato, in tarda serata. Non mi è sembrato giusto: era come mettere ‘all’asta’ la relazione Ruini, che è molto ben fatta. Domenica mattina il Prefetto della dottrina della fede ha ricevuto una lettera nella quale gli chiedo che invece di inviare alla Feria IV quelle opinioni contrarie, le inviino a me personalmente. Questi pareri sono stati studiati tutti – sottolineo tutti.

La relazione Ruini afferma che si devono distinguere le prime apparizioni, quando i veggenti erano ragazzi e dice che si deve continuare a investigare quelle. Sulle presunte apparizioni attuali, la relazione presenta i suoi dubbi. Io personalmente sono più cattivo, preferisco la Madonna Madre che non la Madonna capo di ufficio telegrafico che ogni giorno invia un messaggio. E queste presunte apparizioni non hanno tanto valore: questo lo dico come opinione personale. C’è chi pensa che la Madonna dica: venite, quel tal giorno alla tal ora darò un messaggio a quel veggente. Poi, terzo punto, c’è il fatto spirituale e pastorale, il nocciolo della relazione: gente che si converte, che incontra Dio, che cambia vita. E questo non grazie a una bacchetta magica. Questo fatto non si può negare. Adesso per vedere questo, ho nominato un vescovo bravo (monsignor Hoser, ndr) che ha esperienza per occuparsi della parte pastorale. Alla fine si dirà qualche parola”. Parlare di Medjugorje tornando da Fatima, luogo simbolo delle apparizioni mariane, non è probabilmente casuale e assume un significato particolare. Francesco dice che la Madonna non dà appuntamenti e non lavora ad orari e fissi. E se lo dice lui, i cattolici di tutto il mondo dovrebbero fidarsi.

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