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Onde gravitazionali, cioè lo spazio è curvo. E allora?

La foto di di Alessandro Camilli

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ROMA – Le onde gravitazionali che da poche settimane l’uomo ha imparato a vedere e misurare sono nell’universo da miliardi e miliardi di anni, insomma dal principio. Le onde gravitazionali ci dicono che lo spazio è curvo, curvo come una superficie su cui una massa esercita appunto gravità (l’esempio del lenzuolo teso e della pallina da golf che impercettibilmente lo piega). E allora? E allora cosa cambia, a noi che ce ne viene?

Portiamoci con la fantasia, non ce ne vuole troppa, al 1492 o giù di lì. Allora, quando fu toccato con mano che la Terra era rotonda e non piatta, è facile immaginare milioni di contadini, artigiani, massaie, cavalieri e dame mormorare o proferire il loro “E allora?” all’arrivo a domicilio della notizia. La Terra è tonda e non piatta, e a noi cosa ne viene, cosa cambia?

Più o meno con lo spazio curvo siamo lì, potenzialmente alla Terra tonda e non piatta. Cosa cambia un po’ lo sanno e molto lo intuiscono i fisici. Ma, se provano a spiegarlo, il loro non è linguaggio che orecchie di contadino, artigiano, massaia, dama, cavaliere anche del ventunesimo secolo possano intendere. Bisogna provare a dirlo in altro modo, con altra lingua rispondere a quello “E allora?”.

E allora ora esiste la possibilità di seguire e rintracciare il segno, la traccia delle onde gravitazionali nello spazio curvo fino all’inizio, al primo istante, al Big-Bang. Per chi crede, ora esiste la possibilità di arrivare fino alla prima traccia della Creazione.

Ora esiste la possibilità di vedere il “come” dell’atto di nascita dell’universo. E quando si potrà guardare il “come” si sarà molto vicini, o almeno ci si sarà molto avvicinati al “perché”. Quando la scienza fisica degli umani potrà guardare la prima traccia del Big-Bang o della Creazione che sia, allora muterà anche la metafisica degli umani.

Quando guarderemo quelle tracce sapremo molto di più di cosa è e come è fatta la vita e di conseguenza la morte. Sapremo il come di ciò che i credenti in un dio chiamano creazione e quindi sapremo di quel dio. Sapremo, se quel dio c’è, come agisce. Sapremo il come dell’universo e questo come cambierà lo stesso concetto di fede e religione. Forse le religioni dovranno rifondarsi, forse ci sarà una nuova rivelazione o invece ci sarà la traccia che l’universo per nascere ha potuto prescindere da una divinità e che l’idea stessa della Creazione è solo e soltanto un antropormorfismo ostinato degli individui e delle società.

E allora cambia, si avvia a cambiare quel che sappiamo della vita e della morte, della religione e del cosmo, dell’inizio di tutto, del come fu. Cambia che avremo informazioni che oggi non abbiamo sul come e da dove veniamo. Cambia che potremo riflettere con cognizione di causa accresciuta sul perché esistiamo. Scusate se è poco.