Alessandro Camilli

Pensioni, magistrati disertano Anno Giudiziario per andarci…dopo!

Pensioni, magistrati disertano Anno Giudiziario per andarci...dopo!

Pensioni, magistrati disertano Anno Giudiziario per andarci…dopo!

ROMA – Pensioni, di solito le si cerca tutte per andare in pensione il prima possibile. L’Italia è ricolma, farcita di persone e categorie che lamentano dover andare in pensione a 66/67 anni mentre prima, quelli di prima, fino al 2012 della Fornero, in pensione si andava a 60 anni e a esser astuti e svelti anche prima. E politici e sindacati e ministri pure e sottosegretari e presidenti di commissione e dalla Lega fino a Sinistra Italiana passando per tutte le case e caselle di partito e movimenti sempre trovi gran lavoro di ingegno, propaganda e iniziativa per costruire eccezioni e percorsi per andare in pensione prima dei 66/67 anni. L’Italia tutta ci prova, si lamenta, rimpiange non si possa andare in pensione prima.

Quasi tutta, i magistrati no. Anzi sono fieramente e ufficialmente indignati. La loro associazione di categoria, (Anm) ha scelto di disertare tutte le cerimonie di Stato e i riti giudiziari legati all’inaugurazione dell’Anno giudiziario appunto. I magistrati si sono fisicamente ritirati in un ombroso e corrucciato Aventino di categoria, tutti al sesto piano dell’edificio dove Canzio Procuratore Corte Suprema teneva la relazione sull’anno trascorso e teneva  a battesimo l’anno che arriva.

Nel linguaggio e nei costumi e regole della magistratura una diserzione non certo assimilabile ad una semplice agitazione para sindacale. No, disertare l’Anno Giudiziario è atto solenne e grave, è pubblica sfiducia nelle altre istituzioni. E perché mai i magistrati sono così offesi e angosciati? Perché sapevano, intuivano che tra l’altro Canzio avrebbe loro detto che i processi sono troppo lunghi, che ci sono troppe fughe di notizie, che alcune indagini sembrano fatte per la stampa e la platea? No, non pare fosse questa l’origine del disagio istituzionale dei magistrati.

Disertando le cerimonie i magistrati su indicazione Anm hanno voluto sfiduciare governo soprattutto e resto delle istituzioni a contorno perché vogliono, fermamente vogliono, incontrovertibilmente vogliono andare in pensione…dopo. Trovano intollerabile anti democratico che solo ad alcuni privilegiati tra loro (tra cui Canzio) sia stato concessa proroga per andare in pensione a 72 anni. Ci vogliono andare non in pochi ma in tanti in pensione a 72 anni. E se non li mandano in pensione a 72 anni loro mettono il broncio. La pensione a 72 anni pare gliela avesse promessa il governo di prima. Poi referendum, crisi, dimissioni, altro governo e qualche questioncella in Italia e sul pianeta apparentemente più massiccia della pensione dei magistrati. Terremoti, valanghe, Trump, Libia, deficit…governo e Parlamento si sono colpevolmente distratti dall’età pensionabile dei magistrati.

E loro richiamano tutti con durezza e determinazione alla scala di priorità. Ovviamente vogliono la pensione a 72 anni per garantire la continuità dell’ufficio, la certezza dell’azione giudiziaria, la funzionalità del servizio. Insomma lo fanno per la giustizia, non certo per loro stessi. Proprio come i giornalisti quando non mollano una conduzione o richiedevano indennità per premere un bottone, sempre era per la libertà d’informazione. Più o meno come i Cobas di bus e metro che ci lasciano a piedi un venerdì sì e uno no ma è chiaro che lo fanno per il diritto alla mobilità, mica per loro.

Perché andare in pensione a 72 anni sia un presidio di legalità e un fondamento della giustizia italiana lasciamo alla colta facondia della Anm spiegarlo. Di certo possiamo escludere che sia per aumentare gli anni in cui si percepisce alto e meritato stipendio e per rendere la pensione quando verrà adeguata alla pesantezza complessiva della retribuzione allungata nel tempo. Non per queste meschinità i membri di un potere dello Stato diserterebbero l’Anno Giudiziario. O no?

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