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Pensioni, se 80 euro vi fanno schifo: Casalegno e Camusso…

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ROMA – Pensioni minime, Matteo Renzi si è “indebitato” con le parole. Ha buttato lì la promessa, l’amo, la speranza, la voglia, l’impegno, l’illusione (ciascuno la legga come vuole) di dare presto anche ai pensionati di basso reddito 80 euro al mese in più. Come accade per chi guadagna fino a 1.500 euro al mese e come accade per le forze dell’ordine.

Qualcuno ha fatto un po’ di calcoli: costo degli 80 euro alle pensioni minime circa tre miliardi. Qualcuno, più d’uno, ha fatto la successiva domanda: ma dove li piglia Renzi? Padoan ministro ha più o meno risposto con un mi piacerebbe trovarli, li cercherò ma non so dove.

La vicenda potrebbe essere quindi esaurientemente racchiusa in un vorrei ma non posso del governo, oppure nella preparazione da parte di Renzi di un altro azzardo finanziario/elettorale. Altri gli sono riusciti: gli 80 euro appunto ai bassi redditi e alle divise, la tassa sulla prima casa che è stata abolita. Però Pil e bilancio non vanno proprio in maniera che sembra consentirgli la riuscita anche del terzo colpo…

Ma li trova, non li trova, dove li trova, conviene che li trovi, quali vantaggi, quali conseguenze…questa sarebbe una discussione seria e concreta sull’ipotesi, forse campata in aria forse concreta, degli 80 euro in più al mese anche alle pensioni minimi. Discussione seria e concreta e magari documentata, cioè miseria, squallore, noia. La tv e la società italiana esigono di meglio: più colore, più calore.

Accade così che la nota economista e sociologa Elenoire Casalegno delizi pubblico e conduttore de La Gabbia con allusivo e sprezzante intercalare: “tanto arrivano gli 80 euro…”. Il messaggio è ripetuto e chiaro: ottanta euro, che ci fa uno con ottanta euro? Per la maestra di vita e pensiero Casalegno con 80 euro uno ci fa la birra. E’ evidente il disprezzo per quei neanche tre euro al giorno. Alla Casalegno e ai deliziati in studio evidentemente 80 euro al mese fanno il solletico, anzi pure un po’ schifo. E’ comprensibile visto il loro livello di reddito. Mimano una diffidenza anti poteri, Stati, governi. In realtà rivelano un’appartenenza di ceto e di censo.

Tutt’altro palcoscenico, ceto e censo. Susanna Camusso, leader Cgil, con voluta e marcata ironia, anzi sprezzante ironia fa sapere “In che capitolo li mettiamo gli 80 euro alle pensioni minime, quello annunci e chissà o quello siamo in difficoltà?”. Come è evidente quel che importa alla Camusso è la “valenza politica”. Fondamentale per la leader sindacale è smascherare la poca credibilità e montante debolezza del governo…

E gli 80 euro alle pensioni minime? Dettagli, marginalità…Vuoi mettere con la grande battaglia in corso e missione Cgil di non offrire appigli al governo per stare in piedi?

Pensioni minime, con 80 euro in più al mese milioni di persone camperebbero un po’ meglio. Poco ma concretamente meglio. Forse non li vedranno mai quegli ottanta euro. O forse sì. Quel che oggi sappiamo con certezza è che alle Casalegno e ai Paragone d’Italia 80 euro fanno un baffo e più o meno schifo (in fondo non ci sorprende) e che, purtroppo, 80 euro in più al mese li disprezzano anche le Camusso d’Italia impegnate prima a rovesciare governi, poi, molto poi, a far chiudere il mese ai pensionati.