Alessandro Camilli

Racket posteggio, tre anni galera come multa: aria fritta. Tre giorni, ma veri!

Racket posteggio, tre anni galera come multa: aria fritta. Tre giorni, ma veri!

Racket posteggio, tre anni galera come multa: aria fritta. Tre giorni, ma veri! (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Racket, cioè attività organizzata e diretta ad ottenere illecito lucro. Racket perché le zone d’Italia, i pezzi di città controllati sono ad un sommario censimento almeno settemila. Settemila pezzi di città in cui se vuoi lasciare ferma la tua auto devi subire l’intimidazione travestita da aiuto, pagare il pizzo variabile da uno a cinque euro al giorno, oppure azzardare e rischiare il graffo alla carrozzeria come punizione per non aver pagato. Racket perché anche se l’ultimo anello della catena, quello che  materialmente incontri, è qualche volta davvero un povero diavolo che ha problemi perfino di fame, la catena è lunga e criminale.

Contro questo racket che letteralmente sottrae al loro controllo parti rilevanti delle rispettive città i sindaci d’Italia (Anci) hanno proposto al Parlamento e al governo misura drastica: tre anni di galera al posteggiatore abusivo. Tre anni di galera per terrorizzarlo, stroncarlo. Tre anni di galera al posto dell’inutile multa di 3.107 euro che oggi, in teoria, dovrebbe pagare il posteggiatore abusivo colto in flagranza.

Multa teorica, multa sulla carta, multa a parole. Insomma aria fritta. Primo, questa multa al posteggiatore abusivo non la contesta nessuno o quasi. I Vigili Urbani scansano rogne, le altre divise non ritengono sia loro compito. E comunque, anche se la multa fosse comminata, il posteggiatore multato non la pagherebbe. Mai. Non la paga mai. Il posteggiatore abusivo risulta al Fisco per definizione nulla tenente. La multa gli fa un baffo.

Invece i tre anni di galera…pure. Galera puramente teorica, sulla carta, aria fritta. Anche se diventasse legge. Tre anni di galera sono uno spauracchio troppo mastodontico per non rivelare la sua natura di cartapesta. Tre anni alla fine di processi a più gradi dove l’imputato posteggiatore abusivo spesso senza fissa dimora e non di rado di incerta identità è sparito e ricomparso chissà quante volte. Tre anni di pena teorica che affogherebbe nel mare dei rinvii e delle impossibilità a procedere.

E poi tre anni davvero in galera? A parte che come pena afflittiva suona eccessiva, subirebbe in corso di giudizio abbattimenti tali da renderla nominale o poco più. E comunque non ci sono neanche le galere per tenere tre anni in galera i posteggiatori abusivi.

Aria fritta la nuova severissima legge. Così come aria fritta sono tutte le nuove severissime leggi. Basterebbe avere la forza, il coraggio, il civismo di applicare quelle che ci sono di leggi. L’occupazione degli spazi pubblici da parte di un racket, l’intimidazione ai cittadini sono già oggi punibili. Basterebbero tre giorni di galera vera, tre giorni e non tre anni, a smontare l’impunità invulnerabile dei posteggiatori abusivi. Già, ma chi si prende la rogna del fermo, delle proteste, delle polemiche? A far sul serio c’è rischio di farsi male. Meglio una bella “grida”: tre anni! E perché non quattro? Tanto posteggiatore abusivo non scappa.

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