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Raisport, salvate il soldato Trapattoni. Da effetto enfisema

La foto di di Alessandro Camilli

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ROMA – Raisport, è tempo che dal quartier generale parta l’ ordine: Salvate il soldato Trapattoni. Chiunque abbia ascoltato la telecronaca di Germania-Italia del 29 marzo non potrà che concordare e unirsi all’appello: salvate il soldato Trapattoni, portatelo via dal fronte della telecronaca.

Trapattoni Giovanni a 77 anni non merita quello a cui pure si sottopone. Non merita la sua voce giunga a chi ascolta come un faticoso e remoto ansimar da seduto. Non merita di essere ascoltato ripetere venti volte venti la stessa medesima frase composta di non più di cinque tra verbi e pronomi e avverbi: “Avevano cominciato bene all’inizio”. Trapattoni lo dice e lo ridice sempre uguale dall’ottavo al novantaduesimo minuto.

Non merita Trapattoni che la sua competenza nel cogliere ciò che in campo si fa e si dovrebbe fare venga mortificata e annichilita dalla manifesta e sopravvenuta insostenibile lentezza e ripetitività dell’eloquio. Non merita Trapattoni quell’effetto enfisema che non per colpa sua la sua partecipazione alla telecronaca trasmette. Un effetto che a dirla tutta pervade tutta Raisport, senile, iper senile nel linguaggio, nei tempi, perfino nell’enfasi. Le trasmissioni, telecronache a parte, se dall’altra parte dello schermo tv potessi scuoterle appena un po’ sarebbe una pioggia di polvere.

Polverose come case e cose antiche, come tappeti da tempo non sbattuti, armadi da tempo non rinnovati gli ospiti fissi, i conduttori, gli esperti/opinionisti, i format. Anzi il format dominante e dobbiamo ritenere inconsapevole è la noia. Noia che infonde tristezza, tristezza per chi la confeziona la noia facendo pateticamente mostra di essere brillante.

Passi per conduttori/conduttrici, ospiti e opinionisti. Ma Trapattoni no non lo merita questo ruolo di tedoforo della tristezza. E’ stato, oltre che un allenatore di calcio e di calcio giocatore, un personaggio Trapattoni. Con il suo italiano spesso espressivamente improbabile, con il suo tedesco immaginifico ma diretto. Con il suo inglese tanto approssimativo quanto preciso. Con le sue durezze, asperità, guizzi. E’ stato un personaggio vivo ed è una persona viva. Che non merita di essere ascoltata come una voce imbalsamata che proviene da un disco rotto.

Quindi salvate il soldato Trapattoni, portatelo via dal fronte della telecronaca. Per il suo e il nostro vantaggio. Che nessuno pensi di portarlo al martirio nella campagna Europei Francia 2016. Sarebbe pura crudeltà.