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Sgarbi in aereo gli scappava…la voglia di farla in prima classe

La foto di di Alessandro Camilli

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ROMA – Vittorio Sgarbi informa...La notizia viene da lui stesso è questo è più che un indizio su ciò che realmente è successo e soprattutto perché è successo. La fonte è una firma, anzi un marchio, un brand. Vittorio Sgarbi informa che mai più prenderà un volo Swiss Air perché…

Perché mentre volava appunto Swiss Air a un certo punto del volo gli scappa. Non la semplice pipì. gli scappava quella che le nostre nonne pudicamente quando si riferivano ai nipotini in bagno chiamavano “atto grosso”. Dunque a Sgarbi gli scappa in volo e, d’istinto, quell’istinto tutto italico/dannunziano che tanto lo caratterizza e lo rende popolare, subito gli scappa un’altra cosa, anzi voglia. Voglia incontenibile, come l’atto grosso. La voglia di farla in prima classe.

(clicca qui per il video)

Io sono io, io, mica uno qualsiasi ha pensato il nostro. Mi scappa ne il bagno più vicino è quello della prima classe. Io, che sono io, ho in tasca un biglietto di economy. E allora? Anzi, meglio. Non solo vado a farla come è mio inalienabile diritto ma ci aggiungo pure sopra il sopravvenuto bisogno di farla dove mi pare, guarda caso in prima classe. Non mi spetta il bagno di prima classe ma me lo prendo per indomabile bisogno, una sorta di esproprio “proletario” del volo.

Vittorio Sgarbi informa…che assistenti di volo lo hanno disturbato mentre, proprio mentre la faceva lì dentro, in prima classe (chiederà Sgarbi i danni per sopravvenuta stitpsi da choc?). Che, una volta uscito, gli stessi assistenti lo hanno redarguito con insensibile crudeltà. Vittorio Sgarbi racconta e una vasta platea di giornalisti, come sempre, ascolta a bocca aperta, ammirata.

Fa così Carlo Vulpio sul Corriere della Sera che la legge come storia dei diritti conculcati. E domanda: ma se in aereo a un malato, un bambino, un anziano…è giusto sbarrargli la toilette di prima classe? No, ovvio. Infatti non te la sbarrano in questi casi, mai. Ma Sgarbi non è un bambino, né un anziano, neanche un malato.

Sgarbi è Sgarbi ed è una vita che la fa fuori dal vaso e per questo è diventato ricco e famoso. Per lui è un’abitudine, un natural sentire, uno stimolo più forte di quello di viscere e vesciche fare teatro e sceneggiata. Stavolta c’era poi l’irresistibile richiamo della prima classe che Sgarbi considera il suo habitat. Quindi in volo Sgarbi ha fatto la sua immediata equazione: mi scappa, sono io, vado dove mi pare e mi si confà, ovviamente in prima classe. Ed è rimasto sconvolto e offeso dal constatare che la sua equazione in Italia vale, nel mondo no.