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Specie umana violenta per natura, raggiunse 25% omicidi, ora…

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ROMA – Specie umana violenta per natura o per cultura? Il buon selvaggio e la civiltà che lo corrompe e rende malvagio e crudele o l’istinto della difesa del gruppo, del territorio, della “roba”? Uno stato di natura felice e pacifico perduto o una natura che comanda per geni e selezione aggressività e dominio e controllo? Somiglia un po’, anzi un po’ troppo, al rovello se prima l’uovo o prima la gallina. Comunque un gruppo di biologi dell’Università di Grenada ci ha provato ancora a rispondere, a fornire al risposta giusta.

Come tutte le risposte, se davvero giuste, non può essere univoca e semplice. Ma semplice e senza sfumature è la regola per attraversare la dogana della comunicazione di massa. Così i biologi si sono adattati alla regola e hanno sfornato un lapidario e semplicistico quanto efficace: Specie umana violenta per natura.

E perché? Perché tutte le specie che vivono in gruppo e difendono territorio conoscono e praticano il conflitto in varie forme e intensità. Noi viviamo in gruppo, difendiamo territorio e ci abbiamo aggiunto anche la “roba”, cioè la proprietà, il pos di beni oltre quelli della sopravvivenza materiale. Dunque noi umani pratichiamo in quanto tali conflitto e lotta e fin qui siamo all’acqua calda riscoperta.

Però i biologi in questione ci hanno messo qualcosa in più, dei numeri. Hanno fatto dei calcoli (valli a verificare) secondo i quali la specie umana da quando se ne ha notizia e documento storico all’inizio allineava circa un due per cento di ammazzamenti da violenza. Insomma ci si faceva fuori a vicenda fino al due per cento della popolazione quando più o meno si abitava in caverne e capanne.

Poi venne la storia, le città, i regni…e gli ammazzamenti di umani tra umani aumentarono in percentuale. Fino ad arrivare al picco del 25 per cento attribuibile al Medioevo (domanda non fatta e risposta non data: medioevo europeo? E il resto del mondo..?). Da lì in poi, nonostante il perfezionamento delle tecnologie di guerra e violenza varie, la percentuale scende e tocca, sempre secondo i biologi, oggi in tempo di pace di nuovo il due per cento. Che non è poco, in tempo di pace. Tempo di pace che l’Occidente, che noi conosciamo da 70 anni, ci viviamo dentro da 70 anni e ci sembra eterno. Soprattutto ci appare come così eterno e stabile il tempo di pace che dentro ci stiamo mettendo una sovra dose di violenza, tanto la pace è immutabile e invulnerabile.

Errore, la specie umana oltre che un po’ violenta per natura è anche discretamente priva di memoria storica e di inibizioni etico sociali quando si tratta di difendere la “roba”. Abbiamo fatto il pieno di pace, stiamo cominciando a comportarci come se ne avessimo fatto indigestione.