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Statali contratto: gli spettano 20/40 euro. Di più…ci provano

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ROMA – Statali, circa tre milioni di dipendenti pubblici. Subiscono il blocco dei contratti di lavoro da sei/sette anni, hanno diritto, non fosse altro che per sentenza della Corte Costituzionale, al rinnovo del contratto. Hanno quindi diritto ad un aumento salariale. Già, ma quanto? Quanti euro fa questo diritto?

Subito dopo la sentenza il governo pro forma mise a bilancio trecento milioni per gli statali: faceva 5/6 euro al mese lordi per lavoratore. Appena iniziate le trattative vere il governo ha subito spiegato che non sarà trecento milioni la sua disponibilità, sarà di più. Ma quanto di più il governo non ha detto.

Hanno detto invece i sindacati: sette miliardi. Che fa più o meno 150 euro lordi al mese di aumento per dipendente pubblico. Come li calcolano i sindacati questi sette miliardi? Più o meno così: moltiplicando per tutti gli anni di blocco contrattuale l’inflazione più un tot inerente alla per loro naturale e doverosa progressione delle retribuzioni.

Ci provano, è il loro mestiere. Ma il diritto, quello che agli statali spetta da sentenza della Corte Costituzionale non sono 150 euro lordi di aumento al mese. Quel che spetta agli statali, sentenza alla mano è 20/40 euro lori al mese a seconda del grado e qualifica del lavoratore.

La sentenza della Corte. Sottoposta a quotidiano ludibrio e scempio da parte del telegiornali e dalla maggioranza dei giornalisti. Regolarmente si ascolta e si legge “sentenza che ha bocciato il blocco contrattuale”. E’ vero l’esatto contrario: la sentenza ha dichiarato legittimo il blocco e ha imposto di bloccare il blocco. La sentenza non impone il recupero del passato, anzi di fatto fissa da quando si ricomincia ad avere contratti non bloccati. E quel quando è il 30 luglio 2015.

Quindi agli statali spetta il recupero dei soldi perduti da quella data, dal 30 luglio 2015. Non da prima. Gianni Trovati sul Sole 24 Ore fa i calcoli. Il recupero da quella data fa 1,2 miliardi di euro e significa appunto 20/40 euro al mese di aumento per dipendente pubblico.

Fin qui quel che loro spetta da sentenza, liberissimi di chiedere di più. Ma non in nome di una sentenza che esclude il recupero integrale del blocco contrattuale.

Quanto poi alla richiesta del recupero integrale di quanto perso nei sette anni e passa della crisi economica, una domanda impertinente ma assolutamente pertinente. I sindacati, non solo degli statali, quasi sempre si ingegnano a calcolare l’ammontare degli aumenti non avuti se fosse andata come prima della crisi. Fanno al cifra e la dichiarano “soldi persi dai lavoratori”. Attenzione, non soldi ricevuti effettivamente in meno. Ma soldi in più non avuti.

Ora se ogni categoria, gruppo, individuo facesse lo stesso calcolo e rivendicazione…non ci sarebbe stata la crisi. Commercianti a richiedere i consumi interni non avuti, imprenditori a richiedere aumenti produttività non avuti, disoccupati a richiedere posti di lavoro non avuti, salariati a richiedere appunto aumenti non avuti, proprietari di casa a richiedere i valori immobiliari di prima…

E’ incredibile ma vero quanto sia ampia l’angustia di questo ragionare ed operare. Niente e nessuno potrà mai avere il recupero di quello che era prima. E nessuno lo dovrebbe neanche pretendere. Venti/quaranta euro al mese si aumento saranno forse pochi. Ma pretendere 150 al mese per tre milioni come se la crisi non ci fosse mai stata o meglio come se la crisi la dovessero pagare solo e soltanto imprecisati altri, questo è uno schiaffo appunto agli altri.

In questi otto anni quasi tutti gli italiani hanno subito in vari e diversi modi un blocco dei redditi, a molti è andata anche peggio. Niente e nessuno a mondo li può purtroppo annullare questi otto anni. Ma i sindacati del pubblico impiego calcolando quei sette miliardi di “arretrati” vogliono gli statali siano risarciti dalla realtà, dal calendario, diciamo pure dalla storia. Se l’Italia, l’Europa, gli Usa, il pianeta ha avuto e ha crisi economica dal 2007/2008 poco importa e non li riguarda, gli statali coi loro sindacati si chiamano fuori.